Esattamente otto mesi fa, il 6 febbraio, Ilenia Fabbri veniva uccisa da una coltellata alla gola mentre si trovava all’interno del suo appartamento insieme alla figlia Arianna, che dormiva nella stanza accanto.
Per l’omicidio di Ilenia, sono accusati il marito C. N. (mandante) e P.B., (esecutore materiale) meccanico di professione, ma invischiato in affari di malavita, tanto da essere conosciuto nella zona come “Lo Zingaro”.
N. avrebbe promesso a B. 20 mila euro e un’auto per l’uccisione della ex moglie, ma l’uomo nega: sostiene di aver solo detto all’amico di intimorire la ex moglie, con la quale aveva in corso una causa di divorzio.
La donna avrebbe chiesto la separazione con addebito, pretendendo di riavere indietro tutte le mancate retribuzioni negli anni in cui lei aveva lavorato presso il salone di auto del marito come segretaria.
Questo, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto scattare la furia omicida di C. N., che più volte, secondo testimonianze, avrebbe detto a conoscenti ed amici: “Una di queste volte la faccio fuori“.
Su quest’ultima frase, N. si è tuttavia giustificato, dicendo che erano cose dettate dalla “rabbia del momento“. “Non avrei mai ucciso la madre di mia figlia“, dice il N. ai giudici. Ma la figlia, che in un primo momento sembrava essere dalla parte del padre, ora si è costituita parte civile nel processo per la morte della madre.










