Pandemia e depressione: gli effetti devastanti del virus sulla psiche

La salute mentale degli italiani è sempre più precaria e i medici denunciano la mancanza di assistenzialismo nel settore. "La salute mentale è un diritto. Dobbiamo fare qualcosa", dicono

Lo sapevamo già, ne avevamo già parlato. Il Covid ha, sulla psiche di tutti noi, un effetto devastante. E i casi sono in aumento.

Ansia, depressione, impulsività, irascibilità, una spiccata tendenza al litigio anche per futilità sulle quali in condizioni di normalità non ci sogneremmo mai di discutere. E ancora, difficoltà nell’elaborazione del lutto (per chi ha perso famigliari a causa del Coronavirus), paura per la propria salute e quella dei propri cari, pensieri frequenti di morte o suicidio. La situazione mentale degli italiani (ma non solo degli italiani) è sempre più precaria e i medici sottolineano con fermezza: Non possiamo più fare finta di niente”.

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“Le condotte impulsive sono in forte crescita, si arriva a usare il coltello come minaccia in casa, c’è chi si lava le mani con acqua ossigenata fino a provocarsi lesioni e obbliga gli altri a igienizzarsi di continuo per paura di infettarsi” racconta Camillo Loriedo, presidente della Società italiana di psicoterapia a Il Fatto Quotidiano. “L’isolamento” continua “ha fatto maturare anche nuovi problemi nei bambini che hanno vissuto la chiusura della scuola come un rifiuto nei loro confronti e negli adolescenti che stavano provando a integrarsi coi coetanei e ora si sentono abbandonati. L’assistenza nel pubblico è praticamente scomparsa, le Asl potrebbero fare delle convenzioni con le onlus formate dagli psicologi che insegnano nelle scuole di formazione. La soluzione del voucher non può che essere estemporanea. Abbiamo una grande offerta di professionisti, è un peccato sprecarla”.

Anche Rita Ardito che è a capo della società italiana di terapia comportamentale e cognitiva osserva: “I pazienti sono senz’altro aumentati durante la pandemia. La fascia di età si concentra dai 20 ai 50 anni. Chi ha preso il Covid vive un senso di angoscia legato al non sentirsi più padrone della propria vita. L’isolamento ha costretto molti a misurarsi con vuoti interiori e con la solitudine mai vissuta prima. La salute mentale è un diritto e una condizione indispensabile per il rilancio del nostro Paese. La politica non può più fare finta di niente e deve darsi da fare per assicurare l’accesso a servizi pubblici adeguati”.

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Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.