Salute

Parkinson: in arrivo tecniche non invasive per curarlo

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La malattia di Parkinson è una delle condizioni neurodegenerative più comuni, tipicamente associata all’invecchiamento, sebbene ci siano anche molti giovani che ne soffrono. Non siamo sicuri del motivo per cui alcune persone sviluppano il Parkinson e non esiste una cura.

Il tremore – contrazioni muscolari involontarie – è uno dei sintomi del Parkinson e può essere devastante. Le contrazioni ritmiche degli arti possono rendere molto difficile mangiare, camminare, vestirsi e in generale prendersi cura di se stessi. Il tremore non è un sintomo esclusivo del Parkinson, ma anche molte altre condizioni neurologiche lo causano.

Nonostante decenni di ricerca, gli scienziati non sono ancora in grado di dire quale sia la causa alla base del tremore. Ciò rende praticamente impossibile trovare un trattamento farmacologico efficace. La chirurgia cerebrale a volte aiuta, ma è molto invasiva e, quindi, non disponibile in un gran numero di casi a causa di rischi intrinseci.

Gli scienziati hanno recentemente sviluppato un modo per calcolare e tracciare la fase di queste onde cerebrali anomale in tempo reale, che quindi gli consente di trattarle con una forma non invasiva di stimolazione elettrica.

Gli scienziati hanno invitato 11 persone con sindrome da tremore essenziale (ETS) a partecipare a questo studio. Sono stati sottoposti al trattamento applicando elettrodi sul cuoio capelluto, predisposti per massimizzare i campi elettrici nel cervelletto. La stimolazione cerebrale è stata sincronizzata con fasi specifiche di queste oscillazioni aberranti. Gli scienziati hanno scoperto che la stimolazione cerebrale non invasiva riduce significativamente il tremore, rendendo la sua ampiezza non così grande.

Il dott. Nir Grossman, uno degli autori dello studio, ha spiegato: “I tremori sono causati da una sincronizzazione anomala nelle aree motorie del cervello, ma i processi biologici sottostanti non sono ancora ben compresi. Prendendo di mira il modello temporale della sincronizzazione anormale del cervello, potremmo essere in grado di trattarlo, in modo non invasivo, nonostante la conoscenza limitata delle cause precise”.

Naturalmente, questi sono i primi risultati di uno studio appena iniziato. Tuttavia, gli scienziati svilupperanno ulteriormente questa idea, sperando di creare un trattamento ampiamente disponibile per i tremori. Si spera che questo studio possa portare a una sorta di dispositivo, che è relativamente economico e può essere applicato a una vasta gamma di pazienti con Parkinson.

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