Partite IVA: Perché la riforma fiscale 2021 conviene solo al Governo

La riforma fiscale 2021 è uno degli obiettivi principali del Governo, ma conviene davvero alla Partite IVA?

Il sistema degli acconti e la doppia scadenza per le Partite IVA, molto probabilmente, l’anno prossimo potrebbero essere eliminati definitivamente. Infatti, la riforma fiscale 2021 è uno degli obiettivi che il nostro Governo vuole realizzare.

Però, in base a quanto affermato da Enrico Zanetti, sembrerebbe che decidendo per un versamento delle tasse con cadenza mensile, a trovarne convenienza sarebbe solo lo Stato.

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Partite IVA, davvero con la riforma fiscale 2021 ne beneficerà solo il Governo?

Come abbiamo già anticipato sopra, la riforma fiscale 2021 è uno degli obiettivi che il nostro Governo è seriamente intenzionato a realizzare, andando così a rivoluzionare il sistema del versamento della tasse previsto per le Partite IVA.

Le novità, a cui sta lavorando il MEF spalleggiato dall’Angenzia delle Entrate, riguarda i pagamenti mensili (passando da 2 appuntamenti all’anno a 12) e  la tassazione per cassa. In questo modo, il sistema di saldi e acconti, verrebbe mandato in “pensione” in quanto non si utilizzerebbe più.

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Secondo il commercialista Enrico Zanetti, però le imprese e i professionisti otterrebbero uno scarso vantaggio dalla riforma fiscale, la quale invece sarebbe conveniente solo allo Stato.

Qualora si decidesse di adottare il pagamento delle tasse con candenza mensile oppure trimestrale, la conseguenza potrebbe essere il caos in quanto il sistema di tassazione del lavoro autonomo e dei redditi d’impresa è particolare. Quindi, per forza di cose bisogna tenerne conto. Sostanzialmente, passando da 2 a 12 calcoli annui per le Partite IVA, quasi sicuramente, si verificherebbe un aumento dei costi e degli adempimenti che non portebbero nessun vantaggio. Inoltre, il rischio sarebbe anche quello di complicare le cose.

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Questo 2020, a causa dell’emergenza causata dal Covid, non è assolutamente stato facile per le Partite IVA e questo vuol dire che gli acconti dovuti per le imposte sui redditi a Giugno e Novembre 2021, i quali sono calcolati sul reddito del 2020, faranno incassare allo Stato delle cifre molto basse.

Quindi, se arrivasse la riforma fiscale con la tassazione mensile di conseguenza potrebbe verificarsi un incasso in real time. Ecco cosa ha detto in merito alla questione Enrico Zanetti: “L’Erario dovrebbe attendere il saldo di giugno 2022 per incassare. Se invece l’Erario comincia già da febbraio 2021 ad incassare sul reddito provvisorio del mese di gennaio 2021 (e così via mese dopo mese), i soldi entrano nelle casse dello Stato (ed escono dalle tasche delle partite IVA) molto prima“.

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