Le pensioni tengono ancora banco e arrivano notizie non certo positive. Infatti, gli importi pensionistici saranno più bassi per coloro che andranno in pensione nel 2025. Questo accade perchè cambiano i coefficienti di trasformazione per il calcolo contributi della pensione per chi smetterà di lavorare nel 2025.
Dunque, dal prossimo anno diventeranno più stringenti le regole per il calcolo dell’assegno. Ciò è dovuto alla Legge Fornero che dunque impatterà anche per il prossimo anno. Ricordiamo che si tratta di una legge che prevede l’adeguamento dei criteri di calcolo ogni due anni in base all’aspettativa di vita.
A partire dal 1° gennaio 2025, come confermato dai dati ufficiali, i coefficienti di trasformazione subiranno un nuovo ribasso.
I nuovi coefficienti
Il Ministero dell’economia e delle finanza ha, in queste ore, ufficializzato la tabella dei coefficienti di trasformazione che sarà valida nel biennio 2025-2026. Come si può vedere consultando la tabella, la variazione è causata principalmente dall’aspettativa di vita. Infatti, svanito l’effetto Covid, l’aspettativa di vita è tornata a crescere e nel 2023 si è attestata a 83.10 anni. Aumenta anche l’aspettativa di vita dopo i 65 anni che ora è di 10.6 anni rispetto ai 10 anni del 2022.
Tutto questo ha dunque portato inevitabilmente all’abbassamento dei coefficienti di trasformazione, rendendo di fatto meno conveniente l’accesso alla pensione a partire dal prossimo anno.
Chi subisce il taglio della pensione
Come detto, le nuove norme entrano in vigore dal 1° gennaio 2025. Chi, prima di quella data, è già titolare di una pensione non subirà alcuna modifica.
Dunque, il problema riguarderà i nuovi pensionati, in quanto il ribasso dei coefficienti comporta assegni pensionistici più bassi e quindi meno convenienti rispetto al biennio 2023-2024. Come detto in precedenza, questo è dovuto all’aumento dell’aspettativa di vita che, dopo la parentesi del Covid, è tornata a crescere e oggi si attesta a 83.10 anni.










