Ci sono buone notizie per coloro che andranno in pensione nel 2025. Infatti, il montante contributivo sarà rivalutato con un tasso di capitalizzazione pari al 3,6% a partire dal 1° gennaio 2025. Si tratta di un aumento rispetto al 2,3% dello scorso anno.
Come funziona la rivalutazione
Come noto, le pensioni vengono rivalutate ogni anno, in modo tale da adeguarle in base a quello che è il costo della vita. Sarà poi il Ministero dell’Economia, in collaborazione con quello del lavoro, a redigere un documento che stabilisce in via provvisoria la rivalutazione per l’anno seguente.
Per il prossimo anno, dunque, le pensioni saranno rivalutate secondo il meccanismo della perequazione annua, basato sull’inflazione. Quello del 2025 sarà il terzo rialzo consecutivo, dopo quello negativo del 2021, causato principalmente dagli effetti devastanti della pandemia. Dunque, il 3,6% di rivalutazione è tra i più alti degli ultimi anni e raggiunge un livello molto vicino a quanto accaduto nel 2006.
Chi beneficia della rivalutazione
La rivalutazione viene applicata ai lavoratori iscritti all’INPS, la cui pensione avrà decorrenza tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025. Non riguarda però i contributi che sono stati versati nel 2024 e nemmeno del 2025.
Per fare un esempio concreto, se prendiamo in esame un montante contributivo di 100.000 euro al 31 dicembre 2023, rivalutato con il coefficiente dell’1,036622, avrà un valore aggiornato pari a 103.662 euro, portando così un incremento di 3.662 euro.









