Il primo accredito della pensione per il prossimo anno, arriverà il 3 gennaio 2025, essendo il 2 gennaio il primo giorno bancabile e quindi il giorno successivo avverrà l’accredito.
Gli effetti della rivalutazione
Il primo assegno del nuovo anno potrebbe essere più elevato o più basso, a causa del conguaglio Inps. Questo accade per effetto della rivalutazione, ovvero la procedura che prevede l’adeguamento del cedolino al costo della vita in base al tasso di inflazione.
Per il 2025 le pensioni godranno di un leggero aumento per adeguarsi all’inflazione che sarà pari allo 0,8%. Per il 2024, invece, è stato confermato al 5,4% l’indice di adeguamento all’inflazione e quindi non saranno necessari i conguagli.
La grande novità riguarda il ritorno al meccanismo a scaglioni al posto di quello per fasce di quest’anno. Nel 2025 l’aumento dello 0,8% sarà riconosciuto agli assegni di importo fino a quattro volte il trattamento minimo di quest’anno, pari a 2.394,44 euro.
Addizionali regionali e comunali
Attenzione alle novità sulle addizionali. Infatti, sul cedolino di gennaio saranno nuovamente applicate le addizionali regionali e comunali a saldo per il 2024 dopo il consueto stop di dicembre. Il cedolino di gennaio rappresenta anche l’occasione con la quale l’Inps effettua il ricalcolo a consuntivo delle ritenute effettuate nel corso del 2023, sia per l’Irpef che per le addizionali regionali e comunali a saldo.









