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Pensioni: si va verso la conferma di Quota 103, opzione donna e Ape sociale

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La manovra finanziaria è entrata nel vivo, in anticipo rispetto a quanto previsto. Ci sono però numerose questioni aperte a partire dal tema pensioni, da sempre estremamente importante e complesso nel nostro paese.

L’orientamento del governo sembrerebbe essere quello di mantenere gli attuali strumenti di flessibilità con limiti particolarmente stringenti. Questo significa confermare quota 103, opzione donna ma anche ape sociale.

Confermate le pensioni anticipate

Pare praticamente impossibile, almeno per il momento, una nuova riforma o comunque nuove opzioni di flessibilità che possano permettere ai lavoratori di smettere di andare in pensione in anticipo nel 2025 rispetto a quanto accadeva nel 2024.

Ad ogni modo, il governo vuole mantenere in vigore le possibilità di pensione anticipata che erano valide per il 2024, ovvero opzione donna, quota 103 e ape sociale.

Sarà estremamente improbabile che possano nascere nuove forme di flessibilità, come quelle che sono state ipotizzate alcuni mesi fa. Ad esempio, sembrava molto probabile quota 41 light ma allo stato attuale non è realizzabile e quindi la discussione sarà rinviata ai prossimi mesi.

Aumentano le pensioni minime

Il governo sta discutendo anche sulla possibilità di aumentare le pensioni minime. Alcuni componenti della maggioranza spingono per aumentare le pensioni minime oltre i 615 euro al mese.

Però i costi per un’operazione del genere sembrano troppo elevati, si stima infatti una spesa di 300 milioni per ogni 10 euro di aumento degli assegni che, lo ricordiamo, vengono pagati ad oltre 2,5 milioni di persone.

Il problema dunque riguarda le coperture che purtroppo sono difficilmente reperibili, anche a causa dei limiti imposti dal piano strutturale di bilancio, ma anche per una questione legata alle pensioni stesse.

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