L’abbiamo letto almeno una volta da piccoli. L’abbiamo visto chissà quante volte alla TV nei film di animazione o interpretato in rappresentazioni teatrali. Quel burattino di legno che ancora oggi fa sognare grandi e piccini con le sue avventure dopo aver incantato già diverse generazioni. Stiamo parlando ovviamente de “Le avventure di Pinocchio” e nello specifico del celebre romanzo dello scrittore e giornalista Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con lo pseudonimo Carlo Collodi.
Uno dei perché che forse non molti si sono mai posti riguardo a questo romanzo, al di là della storia favolistica e del suo insegnamento (non dire bugie, rispettare le regole, non disobbedire ai genitori, evitare le cattive compagnie, l’importanza dell’istruzione, del lavoro) è quello relativo il nome del burattino. Allora nasce spontaneo il nostro perché!
Perché il burattino si chiama PINOCCHIO?
Tra i vari interrogativi ci si sofferma soprattutto su: Qual è l’ origine del nome? Perché lo stesso viene chiamato Pinocchio? In effetti l’origine non è del tutto chiara dal momento che la parola Pinocchio significherebbe pinolo ma nello stesso tempo la radice pin- deriva dal nome Pino diminutivo proprio di Geppetto (papà di Pinocchio) nonché nel dialetto toscano il termine Pinocchia indica proprio “albero”.
Ciò nonostante sembra che il vero motivo del nome Pinocchio faccia riferimento alla ghiandola pineale che si trova al centro del nostro cervello detta propriamente “terzo occhio”: pin-occhio (occhio-pineale). Il burattino Pinocchio, quindi, è l’essere umano in senso ampio, con i suoi fili, i sui legami, i suoi limiti e le sue costrizioni che per arrivare alla Verità, in tal caso diventare un bambino vero, necessita inevitabilmente d’intraprendere un percorso di risveglio spirituale che gli donerà una visione trascendente per arrivare ad ottenere l’illuminazione.
Tale lettura esoterica è dovuta ad una presunta affiliazione massonica del suo autore: affiliazione probabile, ma non provata. Probabile in quanto Collodi era mazziniano nonché partecipe alla prima e alla seconda guerra d’Indipendenza. E da qui si deduce che tutti i principali esponenti del Risorgimento erano massoni. La storia del burattino Pinocchio altro non è che la storia di un essere umano “meccanico” il quale attraverso numerose peripezie diviene un essere consapevole e risvegliato. È il cammino interiore d’un burattino che – divenuto uomo – al termine della favola “ritrova il Padre”.
Pinocchio in fin dei conti rappresenta il processo di apertura del terzo occhio, la capacità di vedere oltre la forma. D’altronde anche da un punto di vista religioso troviamo un passo del Vangelo che recita così : “la lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!“
(Mt 6,22-23)
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