Scienza

Perché prendiamo decisioni giuste e sbagliate? I ricercatori rispondono con un nuovo studio neuroscientifico

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Ogni giorno prendiamo decisioni, alcune importanti, altre meno, alcune sagge, altre meno, alcune semplici, altre complesse. A volte sono felici, altre tristi, e spesso diventano delle abitudini. Dietro il processo decisionale, però, si nasconde un complesso sistema di circuiti neuronali; il cervello dispone di regioni appositamente create per supportare vari tipi di decisioni. Questi temi sono stati a lungo al centro di numerosi studi neuroscientifici, divenuti cruciali in molteplici settori, dall’ambito sociale ed economico a quello professionale e commerciale, nonché in numerosi altri campi correlati o meno.

L’esperimento dei ricercatori a Louisville

I ricercatori dell’Università di Louisville hanno condotto uno studio per comprendere i modelli di comunicazione e collegamento delle rete neurale. Hanno indagato perché si prendono decisioni sbagliate rispetto a quelle giuste e hanno scelto il gioco d’azzardo, facendo esperimenti con i giochi di carte. Questo ambito, viene utilizzato spesso nelle neuroscienze sia per ottenere dei risultati sia per migliorare tecniche di cura e risposta per chi soffre di dipendenza al gioco. I risultati dei ricercatori sono stati pubblicati su Frontiers in Neuroscience. Lo studio questa volta viene applicato su partecipanti umani, altri studi invece sono stati condotti sugli animali.

I processi decisionali analizzati con una risonanza magnetica

Brendan Depue e Siraj Lyons sono i due ricercatori che hanno condotto la ricerca su 24 partecipanti.

Gli scienziati hanno esaminato il comportamento delle persone durante un gioco di carte dove si vince o si perde, ovvero dove si affrontano situazioni di ricompensa (la vincita), di punizione (la sconfitta nel gioco). I partecipanti sono portati a prendere decisioni di evitamento, ovvero escludono determinate scelte. Decisioni di approccio, ovvero più strategiche durante i giochi di carte.

Tutto il processo è stato analizzato con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per monitorare l’attività cerebrale di 24 partecipanti mentre prendevano queste decisioni.

I risultati della ricerca

La risonanza magnetica ha rilevato che le decisioni che prevedono la rinuncia a delle azioni o a delle opportunità comportavano una maggiore comunicazione tra reti cerebrali e capacità di azione. Dietro alla rinuncia di girare una carta rispetto ad un’altra sembra che ci sia più tensione e quindi maggior interazione tra neuroni e attività muscolare, volontaria e involontaria.

Le decisioni di approccio, ovvero di strategia, mostravano una minore comunicazione tra le stesse regioni cerebrali. I partecipanti agivano nelle scelte e nell’azione di prendere o girare le carte con più rapidità e sicurezza.

Ciò ha suggerito che le decisioni evitanti sono più ponderate, richiedono più tempo e coinvolgono un processo decisionale attento, mentre le decisioni di approccio tendono ad essere più impulsive e veloci.

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