Scienza

Scoperto un pipistrello che non vola ma striscia all’indietro

Scopri l'insolita strategia di navigazione dei pipistrelli in retromarcia. Una visione unica sulla notturna danza strategica del mondo animale.

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Nei sistemi di grotte in cui la luce non arriva mai, la sopravvivenza dipende dalla capacità di muoversi senza vedere. I Greater mouse-tailed bats (Rhinopoma microphyllum) sono un esempio affascinante di come l’evoluzione possa trovare soluzioni inattese: invece di affidarsi sempre al volo, questi pipistrelli si spostano spesso strisciando all’indietro sulle pareti, sfruttando la coda come guida. Questo comportamento è particolarmente utile in grotte affollate, strette o irregolari, dove il volo li esporrebbe a urti, cadute o predatori nascosti.

Il movimento all’indietro: una strategia insolita

A differenza di altri pipistrelli cavernicoli che preferiscono spostarsi svolazzando da un punto all’altro, i mouse-tailed bats hanno sviluppato una locomozione retrograda. In pratica, si aggrappano alla roccia e avanzano all’indietro, mantenendo la testa rivolta verso il centro della grotta e la coda verso la parete. Così facendo, possono esplorare gradualmente lo spazio sotto di loro senza rischiare di precipitare. Questa modalità riduce al minimo il dispendio energetico e li rende estremamente silenziosi, un vantaggio in colonie numerose dove l’ordine e la discrezione evitano conflitti.

La coda come “sensore tattile”

La caratteristica più sorprendente di questi pipistrelli è la coda allungata, quasi quanto il corpo, che non è solo un elemento anatomico distintivo ma un vero e proprio organo esplorativo. Quando si muovono all’indietro, la coda sfiora la superficie rocciosa e “legge” l’ambiente: spigoli, rientranze, cambi di pendenza. È un uso della coda non comune tra i pipistrelli e suggerisce una forma di multisensorialità: non solo ecolocazione, ma anche tatto e percezione meccanica. In ambienti dove l’eco può confondersi per via delle superfici molto vicine, avere un secondo sistema di orientamento diventa un vantaggio selettivo.

Adattamenti a un ambiente estremo

Le grotte in cui vivono i Rhinopoma microphyllum presentano temperatura stabile, umidità elevata e luce assente. Qui il volo non è sempre la scelta migliore: le ali possono bagnarsi, gli spazi sono stretti, i flussi d’aria limitati. Per questo la selezione naturale ha favorito individui capaci di spostarsi aderendo alla roccia, pronti a rifugiarsi più in profondità o a cambiare nicchia roosting in pochi secondi. Muoversi retrocedendo consente anche di tenere sotto controllo ciò che accade davanti al corpo e al gruppo, evitando collisioni con altri individui appesi più in basso.

Ecolocazione… ma non solo

I pipistrelli sono celebri per l’ecolocazione, il sonar biologico con cui emettono ultrasuoni e leggono l’ambiente dallo stimolo di ritorno. Ma negli ambienti iper-complessi delle caverne, dove superfici multiple rimandano echi sovrapposti, basarsi solo su questo senso può non bastare. I mouse-tailed bats mostrano che l’evoluzione tende a ridondare i sistemi sensoriali: tatto della coda, vibrazioni trasmesse alla parete e informazioni acustiche vengono integrate dal cervello per costruire una mappa spaziale accurata anche nel buio assoluto.

Perché muoversi piano è un vantaggio

Muoversi lentamente e in modo aderente alla parete significa consumare meno energia rispetto al volo e ridurre la visibilità acustica per eventuali predatori. Inoltre, nelle colonie numerose, un movimento controllato impedisce di disturbare gli individui che dormono o che stanno allattando i piccoli. In termini evolutivi, è una soluzione che aumenta la coesione del gruppo e riduce gli incidenti interni alla colonia.

Implicazioni per la biomimetica

Gli etologi che hanno osservato questi pipistrelli hanno sottolineato come questo tipo di locomozione possa ispirare sistemi robotici per esplorare ambienti bui e stretti (gallerie, condotti, caverne, rovine). Un robot che si muove retrocedendo e utilizza una “coda sensoriale” per tastare il terreno potrebbe essere più sicuro e preciso di un drone volante in spazi chiusi. È un esempio chiaro di come lo studio di un comportamento animale possa trasformarsi in tecnologia utile all’uomo.

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