Società e cultura

Pitigliano, il borgo scavato nel tufo, la Piccola Gerusalemme e cosa nasconde sotto le sue case

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Ci sono borghi che diventano spettacolari appena compaiono davanti agli occhi. Pitigliano, nella Maremma toscana, è uno di questi. Arrivando dalla strada, il centro storico appare improvvisamente sopra un enorme sperone di tufo: case, torri e campanili sembrano nascere direttamente dalla roccia, tanto che da lontano è difficile capire dove finisca la parete naturale e dove comincino gli edifici.

Siamo in provincia di Grosseto, nella Toscana meridionale, a poca distanza da Sorano e Sovana. Ma dietro alla celebre immagine da cartolina si nasconde una storia sorprendentemente ricca, fatta di Etruschi, famiglie nobili, cunicoli sotterranei e soprattutto di una comunità ebraica che ha lasciato un’impronta così profonda da far guadagnare a Pitigliano il soprannome di “Piccola Gerusalemme”.

Photocredit Lorita

Una città che continua sotto terra

Pitigliano sorge su una rupe di tufo vulcanico circondata da vallate scavate nel corso del tempo dai corsi d’acqua.

Il tufo è stato utilizzato dagli abitanti per costruire, ma soprattutto per scavare. Sotto numerose case del centro storico esistono infatti cantine, grotte, depositi, cunicoli e ambienti ricavati direttamente nella roccia.

Alcune cantine scendono per diversi metri sotto il livello stradale e sono state utilizzate tradizionalmente anche per conservare il vino grazie alla temperatura relativamente stabile del sottosuolo.

Pitigliano, quindi, non è soltanto il paese che vediamo sopra la rupe: esiste quasi una seconda città nascosta sotto i suoi vicoli.

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Dagli Etruschi agli Orsini

L’area di Pitigliano era frequentata già in epoca antica ed è strettamente legata alla civiltà etrusca, come testimoniano necropoli e percorsi scavati nel tufo presenti nel territorio circostante.

Durante il Medioevo il borgo fu legato agli Aldobrandeschi e successivamente passò agli Orsini, una delle più importanti famiglie nobili italiane.

Proprio agli Orsini è legato il grande Palazzo Orsini, nato dall’evoluzione di una precedente fortificazione e successivamente trasformato in residenza signorile. Oggi rappresenta uno degli edifici più importanti del paese.

Nel XVII secolo Pitigliano entrò definitivamente nel Granducato di Toscana, sotto i Medici. A questo periodo è legato anche lo spettacolare Acquedotto Mediceo, con le sue grandi arcate, che ancora oggi caratterizza l’ingresso nel centro storico.

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Perché Pitigliano è chiamata Piccola Gerusalemme

Questa è probabilmente la storia più particolare del borgo.

La presenza ebraica a Pitigliano divenne significativa a partire dal XVI secolo, quando alcune famiglie ebraiche trovarono qui un luogo nel quale stabilirsi. Nel tempo si formò una comunità numerosa e profondamente inserita nella vita economica e sociale del paese.

Nel 1598 venne costruita la Sinagoga, ancora oggi uno dei luoghi simbolo di Pitigliano.

Intorno ad essa si sviluppò un vero quartiere ebraico. Nel tufo furono ricavati diversi ambienti necessari alla vita religiosa e quotidiana della comunità: il forno delle azzime, locali per la produzione del vino kasher, la macelleria kasher e il mikveh, il bagno rituale.

È proprio la lunga convivenza tra comunità ebraica e cristiana ad aver contribuito alla nascita dell’appellativo Piccola Gerusalemme.

La storia assume un significato ancora più forte arrivando al Novecento. Durante le persecuzioni razziali e l’occupazione nazifascista, alcuni ebrei della zona furono nascosti e aiutati da famiglie del territorio, che misero a rischio la propria sicurezza per proteggerli.

Oggi la comunità residente è molto più piccola rispetto al passato, ma la sua eredità culturale è ancora fortissima. Visitare la Sinagoga e gli ambienti dell’antico quartiere ebraico significa scoprire una parte essenziale dell’identità di Pitigliano.

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Cosa vedere nel centro storico

Una volta entrati nel borgo, uno dei primi grandi monumenti che si incontrano è Palazzo Orsini. Proseguendo si raggiungono Piazza della Repubblica e le vie più antiche del paese.

Da vedere anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, principale edificio religioso di Pitigliano, e la Chiesa di Santa Maria e San Rocco, considerata una delle più antiche del centro.

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Ma Pitigliano va soprattutto esplorata senza fretta. Basta deviare dalle strade principali per trovare scalinate che scendono verso la rupe, piccoli archi, terrazze panoramiche, porte antiche e abitazioni che sembrano incastrate direttamente nel tufo.

Le Vie Cave, strade scavate dentro la montagna

Nei dintorni di Pitigliano si trovano le spettacolari Vie Cave, profondi percorsi scavati nel tufo e legati alla civiltà etrusca.

In alcuni tratti si cammina tra pareti rocciose alte diversi metri. La loro funzione originaria è ancora oggetto di studio: probabilmente furono utilizzate come vie di collegamento tra insediamenti e necropoli, anche se nel corso dei secoli hanno assunto diverse funzioni.

Percorrerle significa entrare fisicamente nel paesaggio che circonda Pitigliano.

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5 curiosità su Pitigliano

1. Sotto le case esiste un mondo nascosto

Molte abitazioni possiedono ambienti sotterranei scavati direttamente nel tufo. In alcuni casi le cantine sono articolate su più livelli. Il paese che vediamo in superficie è quindi soltanto una parte di Pitigliano.

2. Esiste un dolce legato alla tradizione ebraica

Tra le specialità più particolari c’è lo sfratto di Pitigliano, un dolce dalla forma allungata preparato con un ripieno a base di miele e noci. Il suo nome deriva però da una vicenda tutt’altro che dolce: richiama lo “sfratto” con cui gli ebrei furono costretti a concentrarsi nel ghetto. Secondo la tradizione, l’ordine veniva intimato bussando alle porte con un bastone, la cui forma sarebbe ricordata dal dolce.

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3. Il panorama più famoso si vede prima di entrare

Una delle immagini più belle di Pitigliano non si trova nel centro storico. Arrivando al paese è possibile osservare la rupe da alcuni punti panoramici esterni: è da qui che si vede perfettamente il borgo emergere dal tufo.

4. L’Acquedotto Mediceo è diventato parte del volto della città

Le grandi arcate che si incontrano entrando nel centro storico non sono semplicemente decorative. Fanno parte dell’antico sistema realizzato e completato in epoca medicea per portare l’acqua nel borgo. Oggi sono uno degli elementi architettonici più riconoscibili di Pitigliano.

5. Di notte sembra un presepe

Il momento più suggestivo per osservare Pitigliano potrebbe essere quello successivo al tramonto. Quando si accendono le luci, le case costruite sul bordo della rupe sembrano fondersi completamente con il tufo sottostante. Visto da lontano, il paese assume l’aspetto di un enorme presepe sospeso sulla roccia.

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Pitigliano non è soltanto un borgo da fotografare

È facile arrivare a Pitigliano attratti dalla spettacolare vista della rupe e pensare di aver già scoperto il suo segreto. In realtà è entrando nei vicoli che il paese comincia a raccontarsi.

Sotto le strade esiste una rete di ambienti scavati nel tufo, intorno al borgo sopravvivono le antiche Vie Cave e nel cuore del centro storico rimangono le testimonianze di una comunità ebraica che ha contribuito per secoli alla sua identità.

È proprio questa sovrapposizione di mondi a rendere Pitigliano particolare: etrusca nel territorio, medievale nell’aspetto, ebraica in una parte fondamentale della sua storia e letteralmente scavata dentro la roccia.

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