Scienza

Preoccupa il serbatoio di magma del Vesuvio

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Misurato il serbatoio di magma del Vesuvio

Il serbatoio di magma di un vulcano.

Il primo ad “aprire le danze”  nei laboratori dell’ INRSV degli Stati Uniti è stato proprio il Vesuvio.

Tre anni fa nei laboratori americani, dopo anni di studi e importanti ricerche, un gruppo di scienziati è riuscito a raccogliere attraverso dati e algoritmi, tutti i parametri funzionali di un vulcano.

Grazie all’impiego poi, di un software sofisticatissimo, sono riusciti a disegnare nel dettaglio la camera magmatica del Vesuvio, attraverso attente misurazioni. 

Il team di esperti ha potuto immediatamente rendersi conto con grande sorpresa, delle dimensioni della camera magmatica del vulcano: una sorpresa emozionante, che destava anche grande preoccupazione man mano che la mappa si definiva, scoprendo una camera magmatica di 650 chilometri quadrati.

Una dimensione eccezionalmente grande anche per il gruppo di esperti, che lasciava purtroppo spazio alle teorie più catastrofiche.

Una tranquillità apparente

Tranquillità apparente, quella del Vesuvio.

Il Vesuvio si è formato 25 mila anni fa e domina il Golfo di Napoli: la città infatti è costruita sui resti vulcanici di potenti e antiche eruzioni.

Purtroppo la tranquillità apparente del Vesuvio negli ultimi 60 anni, ha portato gli abitanti a costruire nelle zone a ridosso del vulcano, che sono oggi densamente popolate.

Il vulcano segue la sua natura che è sempre stata pericolosa, sia per la portata delle sue eruzioni, che appunto per le dimensioni della camera magmatica. Se il Vesuvio dovesse eruttare oggi, l’evacuazione di massa della popolazione sarebbe definita dal brevissimo tempo a disposizione per la fuga.

Nel video che segue possiamo vedere la simulazione di un’ eruzione del vulcano:

E’ stato stimato un numero complessivo di 3 milioni di persone a rischio nel caso in cui l’eruzione prendesse caratteristiche pliniane o sub pliniane.

Secondo alcuni dati scientifici, attualmente il grande condotto esistente tra la “bocca del vulcano” e la il serbatoio di magma, sembra essere ostruito. Gli esperti parlano di un  “tappo” che imprigiona il magma  all’interno della camera,  a circa 8 km di profondità.

Nel caso sopravvenisse un aumento di pressione, la situazione potrebbe diventare molto critica in quanto il tappo, potrebbe rompersi con un esplosione, generando quindi le condizioni per un eruzione di tipo pliniano o sub pliniano. Il condotto è bloccato dal 1944 , anno dell’ultima eruzione: ciò sembra ostacolare anche il rilascio dei gas, fondamentali nel controllo della pressione.

Vulcanologi ed esperti, sostengono lo stesso pensiero: più passa il tempo fra un’ eruzione ed un’altra, più aumenta il rischio che il Vesuvio si trasformi in una” pentola a pressione”, con una probabilità di eruzione in questo secolo, pari all’ 80 % delle possibilità.

di Monica Ellini

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