Salute

Protonterapia, nasce la macchina che uccide i tumori maligni

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A Ruvo di Puglia in provincia di Bari, è stato presentato il progetto Erha: Enhanced Radioterapy With Hadrons. Itel insieme ad altre società raggruppate in uno spinoff paritetico, sta costruendo una gigantesca macchina per la protonterapia, una forma di radioterapia già esistente e molto forte per la cura del cancro.

La nuova macchina, un prototipo di acceleratore lineare di protoni, finanziata da Miur e Banca Europea consentirà di uccidere i tumori con meno effetti collaterali, le cellule malate verranno colpite con precisione senza rilasciare materiale radioattivo nel corpo. Il progetto sta coinvolgendo oltre alle società finanziate diversi ricercatori, scienziati e ingegneri.

Anticancro, ecco la nuova macchina per la protonterapia

La nuova macchina brevettata grazie a Itel, Newco Linear Beam srl e Equiter Spa che gestisce il Fondo Ricerca e Innovazione (RIF) sarà in funzione fra quattro anni. I protoni ricavati dall’idrogeno verranno sparati con potenza superiore alle altre macchine finora brevettate in un tubo di rame, il raggio finale prodotto colpirà direttamente la cellula tumorale. Leonardo Diaferia, presidente ITEL la definisce una nuova macchina di precisione, spiega che i protoni esprimono il massimo dell’energia in un limitato spazio, in un organismo colpiscono in maniera diretta la parte malata spegnendosi subito, non rimangono residui nell’organismo.

La presentazione del progetto Erha

La presentazione del Progetto Erha avvenuta giovedì 14 marzo, hanno partecipato
Antonio Di Donato, Autorità di Gestione del PON ricerca e Innovazione 2014-20 (MIUR),
Alessandro Apa, Banca Europea degli Investimenti (EIB),
Enrico Bertoni, Equiter Spa. L’investimento per lo sviluppo dell’acceleratore lineare di protoni è di 14,9 milioni di euro e viene gestito da Equiter con Rif, Fondo Ricerca e Innovazione. Sostiene la ricerca e l’innovazione nelle regioni del Sud Italia. Il progetto prevede l’uso del nuovo acceleratore nei prossimi quattro anni, la messa al mercato della macchina protonica anticancro permetterà di costituire un altro fondo di finanziamento per ricerche o brevetti sanitari.

Reti oncologiche e Protonterapia in Puglia, la situazione

Con questo progetto, la Puglia si conferma regione impegnata nella realizzazione di una rete e realtà sanitarie all’avanguardia per la lotta ai tumori. Gli ultimi dati purtroppo hanno confermato un’incidenza annuale molto alta con 21 mila casi malati, Taranto registra la percentuale più alta per i tumori a polmone, rene e colon. I dati sono aggiornati e visibili da PugliaCan Live, il Registro tumori sostenuto dall’Agenzia regionale per la Salute ed il Sociale (AReSS). Lo scorso anno in un incontro organizzato dalla Favo (volontari in oncologia) ha riportato come dato il 13% dei pazienti che preferiscono le regioni del nord per curarsi. Tra le cause la mancanza di una rete oncologica efficace che dall’anno scorso diverse realtà sociali insieme alle Asl hanno deciso di organizzare. Da l presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, la promessa di una realtà sviluppata di centri per la protonterapia sostenuta dall’IRCCS e che si collegherà alla nascita di centri di orientamento oncologico che coinvolgerà medici di base e specializzati nella cura di cancro e neoplasie.

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