Quattro criptovalute su cui investire, ma chi ha detto sì e no ai Bitcoin?

Quali sono le quattro criptovalute considerate migliori per investire? Quali sono le società finanziarie che hanno detto sì ai bitcoin? Quali le società che hanno detto no all'investimento?

Le criptovalute nell’anno più terribile a causa della pandemia sono riuscite a crescere e a confermarsi come strumento di pagamento e ricchezza per utilizzatori e anche investitori. Apre tantissime questioni di politica finanziaria, dall’Unione Europea agli Stati Uniti, dall’Asia che ha delle società di gestione affermate all’America Latina con i suoi mercati emergenti e addirittura in Africa, pensando ai paesi Maghreb o alle economie legate ai paesi più ricchi di petrolio. Realtà come Jp Morgans hanno creduto nel settore crypto banking ma ci sono anche delle società che hanno detto sì e no, due contrapposti esempio di cui parleremo sono Paypal e Uber.

Criptovalute su cui investire

Le quattro criptovalute su cui conviene investire sono i Bitcoin, i Bitcoin Cash, i Litecoin e gli Ethereum.

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I Bitcoin sono la criptovaluta di cui abbiamo parlato spesso in questo periodo. Sono state create nel 2009 da un inventore conosciuto con il suo pseudonimo Satoshi Nakamoto. La loro sigla è BTC.

I Bitcoin Cash sono una copia alternativa dei Bitcoin originari, sono nati anche loro prima del 2010 a seguito di un fork di BTC, nella blockchain intende un cambiamento di protocollo che crea o una seconda rete o una seconda valuta alternativa. La loro sigla è BCH.

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I Litecoin è una criptovaluta peer to peer nata con un progetto di software open source rilasciato con licenza MIT/X11. Coniazione e transizione di Litecoin avviene senza alcuna autorità centrale di controllo e ha protocollo open source. Sigla LTC.

Ethereum è una piattaforma decentralizzata del web 3.0 per la creazione e pubblicazione peer to peer di contratti intelligenti, definiti smart contracts. Sigla di questa criptovaluta ETH.

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Società che dicono sì e che dicono no ai bitcoin

In generale, sulle criptovalute e le monete elettroniche ci sono stati che dicono sì e che dicono no. Con Quotidian Post abbiamo parlato della Svezia che ha deciso di investire su un progetto di moneta nazionale elettronica, dell’Unione Europea con il progetto EuroCoin e anche le aperture e titubanze della Banca Centrale Europea che vede le criptovalute come un settore senza troppe regole e rischioso per gli investimenti certi. Sul settore privato ci sono grandi nomi che dicono sì e no alle criptovalute, partendo proprio dai Bitcoin.

Ad esempio Paypal, Visa e Mastercard aprono i loro sistemi di pagamento ai BTC. Una tendenza che si prevedeva già dall’annuncio di Facebook di voler creare un sistema di criptovaluta interna.

Uber e Adyen invece hanno detto no all’investimento in Bitcoin. Il Ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, ha dichiarato di voler mantenere al sicuro i propri soldi, “non siamo nel business della speculazione, i profitti della compagnia derivano dalle attività che sviluppiamo, non dai nostri investimenti“.

I Ceo della società e-commerce Adyen è preoccupato della volatilità dei bitcoin. “Bitcoin è più un investimento che un metodo di pagamento. Siamo interessati in metodi di pagamento che vengono realmente utilizzati, ma mi chiedo se l’enorme variazione di valore di Bitcoin lo aiuti come metodo di pagamento.”

Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter

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