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Reddito di Cittadinanza: Palermo di nuovo in protesta

“Giù le mani dal reddito di cittadinanza”: questo dicono i disoccupati palermitani che, il prossimo 21 dicembre, torneranno a manifestare, sempre con le medesime parole d’ordine usate nella protesta del 29 novembre scorso.

Grasso: “Senza risposta, di nuovo in piazza”

“Siamo stati ricevuti da una delegazione della Regione Siciliana, in particolare dall’assessore regionale del Lavoro Albano, che ci aveva garantito di farsi carico di portare le nostre richieste al governo centrale – spiega Davide Grasso, uno degli organizzatori, con Tony Guarino e Giuseppe De Lisi –  Dopo una settimana, non abbiamo ricevuto risposte e siamo pronti a tornare in piazza“.

Il corteo attraverserà le strade più trafficate

Corteo di protesta contro il taglio al Reddito di Cittadinanza del 29 Novembre 2022

Anche le associazioni di volontariato ‘Basta volerlo’ e ‘Aps Puc – Palermo Help’ sono tra gli animatori della protesta. In questi due anni, le due onlus hanno impegnato i percettori del reddito nello svolgimento di lavori utili nei vari quartieri di Palermo.

Decisi a farsi ascoltare, i disoccupati hanno previsto un percorso dal Castello della Zisa – partenza alle 9 del mattino – fino a Palazzo d’Orleans (sede della Regione Siciliana, ndr), che dovrà attraversare strade non pedonali, così da creare disagio al traffico automobilistico della città.

De Lisi: “Garantire lavoro a tutti i percettori”

 “Abbiamo esposto alla Regione alcune richieste chiare: garantire il lavoro a tutti i percettori, soprattutto a quelli ai quali verrà abolito il reddito di cittadinanza dal 31 agosto 2023, garantendo allo stesso modo un percorso formativo che non può essere sostitutivo al sostentamento economico; assicurare che le offerte di lavoro provengano da un’azienda appartenente al proprio comune di residenza o al massimo da un paese limitrofe; attivare un piano di sviluppo economico al Sud e in Sicilia, incentivando gli imprenditori ad investire qui; potenziare i Centri per l’impiego affinché tutte le offerte di lavoro passino obbligatoriamente dallo stesso centro, facendo in modo che tutte le aziende assumano attingendo direttamente da una lista di disoccupati che sia visibile a tutti, garantendo la trasparenza” spiega Giuseppe De Lisi. 

Guarino: “E’ stato solo il primo passo. Non ci fermeremo”

Avevamo avvisato il governo regionale e quello nazionale che si trattava solo del primo passo. Non ci fermeremo finché non si farà un passo indietro sulla manovra di bilancio. Abolire il Rdc, senza prima aver garantito un lavoro dignitoso a tutti i percettori, è un attacco al Sud e alla Sicilia in cui il tasso di disoccupazione e quello di povertà assoluta e relativa sono alle stelle. Torniamo in piazza mercoledì 21 dicembre perché non abbiamo alcuna intenzione di mollare” conclude Tony Guarino.

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