Perché i tassisti scioperano? cosa prevede il Decreto Legge Asset?

Alla base delle proteste la paura di perdere il valore delle licenze

Nella giornata di ieri il trasporto pubblico locale ha scioperato per 24 ore. Oggi invece è il turno dei tassisti iscritti ai sindacati Usb, Orsa e Fast Confsal. Le sigle sindacali prevedono una manifestazione davanti al Ministero dei Trasporti in aperta polemica con il DL Asset varato dal governo.

Ma cosa prevede esattamente il DL Asset?

Il Decreto Legge prevede un ampliamento del 20% delle licenze. Inoltre, le città aeroportuali, i comuni capoluogo di regione, sede di Città Metropolitana potranno aumentare il numero delle licenze attraverso concorsi straordinari. Anche gli enti comunali  potranno rilasciare licenze aggiuntive a chi è già titolare di permesso taxi o noleggio con conducente nei casi di aumento della richiesta legato a eventi straordinari come il Giubileo 2025 a Roma o le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. 

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Ovviamente la paura maggiore dei tassisti è che il valore delle licenze cali a causa di questo aumento. Infatti nelle grandi città le licenze autorizzative vengono vendute a peso d’oro (si parla anche di decine di migliaia di euro) e una svalutazione delle licenze significherebbe per una parte dei tassisti perdere parte dell’investimento effettuato anni or sono.

Bisogna però ricordare che, nelle grandi città, vi è una carenza di taxi rispetto alla domanda.

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I dati dello stato in merito sono abbastanza impietosi: 7.700 licenze attive a Roma, a fronte di 2,8 milioni di abitanti, che salgono a 4 milioni sommando turisti, studenti fuori sede e pendolari. Circa 4.800 licenze a Milano, quasi 2.400 a Napoli, 1.500 a Torino, poco più di 700 ciascuna a Firenze e Bologna, circa 320 a Palermo.