Reddito di cittadinanza cosa si può comprare? La lista completa

beni di consumo, elettronica e suppellettili tra le spese consentite

Il reddito di cittadinanza è ormai nelle tasche di molti italiani. Purtroppo però, c’è ancora tanta confusione su cosa sia possibile acquistare e non. Cerchiamo insieme di fare un pò di chiarezza.

Il reddito di cittadinanza: come procede?

Il reddito di cittadinanza è stato inserito nel decreto-legge n. 4/2019. Il suo scopo è quello di dare un valido aiuto a quei nuclei familiari in difficoltà economica. Ma sopratutto cercare di aumentare il numero degli occupati, fornendo ai richiedenti un lavoro regolare. Da quanto riporta l’Inps l’importo medio mensile erogato nei primi tre mesi è stato pari a 526 euro. Sembra inoltre, che delle domande presentate, solo il 70% sia stato accolto, e con numeri inferiori rispetto a quelli previsti dal governo. Come controllare il saldo del reddito di cittadinanza.

Ma chi lo ottiene come può spenderlo? Ecco una breve guida.

Cosa si può acquistare con il reddito di cittadinanza?

Con tale somma è possibile comprare molti beni e servizi. E’ consentito:

  • Pagare la spesa alimentare compresi Vino e birra. Banditi i super alcoolici.
  • Pagare le rate di mutuo o l’affitto di casa e le relative utenze.
  • Possono anche essere acquistati sia prodotti per l’igiene delle persona, che quelli riferiti alla propria casa con arredi e suppellettili.
  • Rientrano anche le visite mediche, gli occhiali da vista, farmaci e i prodotti da parafarmacia.
  • Si possono comprare abiti purchè non di lusso, libri e giocattoli per i più piccoli.
  • Non viene tralasciata la componente elettronica. Infatti, anche piccoli elettrodomestici e i telefonini non di lusso sono tra le spese ammissibili.

Cos’è espressamente vietato comprare con la card del reddito di cittadinanza?

È vietato l’utilizzo del beneficio per:

  • giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità
  • acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • armi;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • servizi assicurativi;
  • gioielli, pellicce e beni di lusso;
  • acquisti presso gallerie d’arte e affini;
  • acquisti in club privati.

Tale elenco è chiaramente indicato sul sito ufficiale del reddito di cittadinanza, messo a disposizione del governo italiano. Pertanto, la logica da seguire è quella del bene di consumo necessario. Beni come benzina, bollo auto non sono da considerarsi necessari, non possono, quindi essere pagati con il reddito di cittadinanza.

Cosa si intende per bene di consumo?

Secondo quanto riportato proprio dal sito ufficiale, gli acquisti con la carta del reddito di cittadinanza fanno riferimento a bene di consumo. Attenzione non a beni primari. I beni primari soddisfano i bisogni primari, cioè di vitale importanza per la sopravvivenza di una persona. Ne sono esempio il cibo, i vestiti, la casa, le medicine. I beni di consumo, invece, possono soddisfare bisogni secondari e soprattutto sono direttamente consumabili da chi li acquista. In economia,  si dice i bene di consumo, forniscono un’utilità diretta al consumatore finale. E’ bene specificare questo aspetto, infatti, ad esempio il cellulare (anche se non di lusso), rappresenta un bene di consumo, ma non primario, come ad esempio potrebbe essere il latte per i bambini.

E per gli arretrati cosa succede?

Il reddito di cittadinanza è entrato nelle famiglie italiane già dallo scorso aprile. Secondo quanto previsto dalla legge il beneficio “decorre dal mese successivo a quello della richiesta”. Quindi, il beneficiario, qualora la domanda sia accolta, dovrebbe ricevere il contributo già dal mese successivo a quello di richiesta. Purtroppo però, non per tutti è stato così. Qualora infatti, per ritardi di Poste italiane o Inps, le tempistiche siano più lunghe i beneficiari hanno diritto al pagamento degli arretrati a partire dal mese dell’accettazione della domanda. Si avrà circa 6 mesi di tempo per spenderli. E comunque, resta fermo il principio che il reddito erogato per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi.

I soldi non spesi vanno persi?

Se non si spendono tutti i soldi previsti durante il mese i soldi non vanno persi. L’ammontare non speso o non prelevato è sottratto  nei limiti del 20 per cento del beneficio erogato nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso. Fanno eccezione gli arretrati, spendibili in un periodo di circa sei mesi. Inoltre, è vero che la durata del reddito di cittadinanza ha una durata di 18 mesi complessivi, ma qualora dovessero persistere i requisiti, può anche essere rinnovato. Ad esclusione però del caso in cui, il percettore del reddito abbia rifiutato le tre proposte lavorative offerte dei navigator. In tal caso, il reddito verrà definitivamente perso.

La truffa del “contante”

Il reddito di cittadinanza prevede inoltre, la possibilità di prelevare in contanti solo 100 euro al mese per il richiedente. Tutti gli altri acquisti devono essere fatti con la carta e solo dall’intestatario della stessa. Questo dovrebbe comportare un maggior controllo sull’uso del contributo, da parte delle autorità competenti. Ma sono già stati fermati i primi “furbetti”, ecco il perchè. Alcuni beneficiari hanno messo in atto una vera e propria truffa ai danni dello stato. Alcuni infatti si recano al supermercato con un amico compiacente e pagano con la carta gli acquisti consentiti dal contributo. Il complice “amico”, invece di pagare il supermercato per la sua spesa, paga il beneficiario del reddito, eludendo non solo i controlli, ma anche la legge. Se scoperto però, il beneficiario perde il diritto al reddito di cittadinanza.

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