Economia

Reddito di cittadinanza: si riaprono le convocazioni

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Tra i diversi effetti relativi al lockdown del coronavirus c’è anche il Reddito di Cittadinanza per cui sono state sospese le convocazioni dei beneficiari in tutta Italia.

Il Decreto Cura Italia, infatti, ha sospeso fino al 17 maggio 2020 tutti gli obblighi connessi alla condizionalità del sussidio economico. Sono temporaneamente sospesi, dunque, le convocazioni da parte dei centri per l’impiego e le sanzioni relative ad un ipotetico rifiuto delle prestazioni lavorative. Sono sospesi anche i termini di scadenza entro cui i beneficiari avrebbero dovuto comunicare all’INPS eventuali variazioni del reddito.

Reddito di Cittadinanza e coronavirus: novità in arrivo

Il Decreto Cura Italia sarà presto convertito in legge e per il Reddito di Cittadinanza saranno previste novità relative la sospensione degli obblighi relativi la condizionalità del sussidio.

Saranno quindi garantite le convocazioni e le offerte di lavoro con dei limiti, nella possibilità di rifiutare le offerte di lavoro.

Sono prima di tutto riaperte le convocazioni dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza da parte dei Centri per l’impiego che avverranno in modalità telematica per garantire il distanziamento sociale.

Un’altra novità riguarda i limiti nella possibilità di rinuncia delle offerte lavorative. I beneficiari del reddito, quindi, potranno rifiutare solo quelle offerte al di fuori del comune di residenza. I limiti sono anche temporali: le offerte, al momento, potranno essere rifiutate sino al 17 maggio 2020, data oltre la quale si spera in un normale ritorno al sistema connesso al Reddito di Cittadinanza.

Beneficiari e lavoro nei campi: la proposta di Bonaccini

Dato che il lockdown ha colpito ulteriormente il settore relativo alla manodopera per lavorare nella raccolta dei campi, il Governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha proposto un modo efficace per compensare alle mancanze relative il Reddito di Cittadinanza.

In particolare, ha proposto di impiegare i beneficiari nei campi agricoli come lavoratori stagionali.

Il settore, infatti, è in crisi essendo limitata la circolazione della manodopera proveniente dagli stati esteri che coprivano quasi totalmente il fabbisogno del settore.

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