Rennes Le Chateau: quali sono i misteri che avvolgono la località francese?

Rennes Le Chateau è una misteriosa città francese caratterizzata da numerose leggende: è qui che è nascosto il Santo Graal?

Rennes le Chateau è una località francese della Lingua d’Oca molto conosciuta dagli appassionati di misteri. Numerose le leggende che caratterizzano tale città. Secondo alcune teorie, qui sarebbe nascosto nientemeno che il Santo Graal, il calice che avrebbe raccolto il sangue di Gesù morto in croce. Una reliquia che avrebbe poteri miracolosi. Ma chi l’ha detto che il Graal sia veramente una coppa? Molti non sono d’accordo con questa teoria. IN seguito ci arriveremo. Tornando a Rennes le Chateau, i misteri di questo piccolo borgono iniziarono il 6 novembre 1244. All’epoca il marchese di Blachefort, François Pierre d’Hautpoul, signore peraltro di Rennes le Chateau, fece testamento.

Il documento fu registrato appositamente dal notaio Captier di Esperaza. All’interno del testamento si cita un segreto di stato. La famiglia del marchese di Blachefort poteva vantare, tra gli illustri antenati, anche un gran maestro dell’ordine dei cavalieri templari, un ordine religioso da sempre correlato al Graal e alla figura di Maria Maddalena. Spostiamoci al 1781, la marchesa Marie de Nègri d’Ablès d’Hautpoul-Blanchefort confessò, in punto di morte, un segreto di famiglia al curato di Rennes Le Château Antoine Bigou, un segreto che la stessa nobildonna chiese venisse tramandato.

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Un segreto tramandato da curato a curato

Qualche tempo dopo la morte della marchesa Blanchefort, il curato Bigou si trasferì in Spagna, a Sabadell, dove morì nel 1794. Bigou, prima di passare a miglior vita, confessò il segreto della famiglia Blanchefort al sacerdote Jean Vie, parroco di Rennes Les Bains, ed al sacerdote Emile Francois Cayron, parroco di St. Laurent De La Cabrerisse. Il segreto sarebbe poi stato affidato alla pietra tombale conosciuta col nome di Coume-Sourde, scoperta da un famigliare di Berenger Sauniere, che divenne abate di Rennes nel 1885.

L’abate Sauniere

Come informa il portale Misteri della Storia, dalla lapide originale vennero cancellate le iscrizioni che tramandavano il segreto, ma fortunatamente disponiamo di due copie create da Eugene Stublein e dall’archeologo Eugene Cros. Una volta divenuto parroco di Rennes le Chateau, Berenger Sauniere dovette prendersi cura dei suoi parrocchiani. A lui venne incaricato inoltre di restaurare la chiesa della cittadina, poiché le condizioni della struttura religiosa erano assai critiche. Il comune, purtroppo, non possedeva il denaro sufficiente per finanziare un simile lavoro.

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Sanuniere quindi ebbe una bella gatta da pelare, dovendo affrontare da solo le spese di riparazione. Tuttavia, la marchesa di Chambort effettuò una prima importante donazione pari a 3.000 franchi d’oro. Anche il comune fece la sua parte dopotutto, garantendo altri 1.400 franchi. Lo stesso Sauniere ne anticipò altri cinquecentodiciotto di sua tasca. I lavori però procedettero a rilento. Sei anni dopo l’inizio della ristrutturazione, ancora non si vedeva un termine. Un giorno però gli operai all’opera rinvennero un paiolo che sembrava pieno di monete d’oro, forse scudi di San Luigi.

Sauniere improvvisamente ricco

Sauniere, nonostante avesse detto agli operai che quelle monete fossero solamente medagliette di Lourdes di poco valore, sembrò essere divenuto apparentemente ricco. Non a caso donò al curato d’Amélie les Bains, il reverendo Grassaud, un calice in argento dorato. Sulla preziosa coppa è incisa la seguente formula in latino: “Ecce Panis Angelorum Factus Cibus Viatorum”. Alla base del calice ci sono i simboli dei quattro evangelisti Marco, Matteo, Luca e Giovanni e, più in alto, la figura di Gesù Cristo, San Giuseppe e una donna non meglio identificata.

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Forse questo calice è uno dei tanto tesori che Sauniere trovò nel paiolo. Erano quindi davvero oggetti preziosi quelli rinvenuti dagli operai. Nel 1891 chiese il permesso al comune di poter utilizzare un terreno adiacente alla chiesa. Il comune acconsentì e così Sauniere fu libero di costruire qui un calvario. Sul calvario, il curato fece aggiungere tale scritta: “Christus a.o.m.p.s. defendit”. I complottisti vogliono vedere in questa formula uno dei motti del fantomatico priorato di Sion, organizzazione massonica di cui parla anche Dan Brown nel suo romanzo Il Codice Da Vinci: “Christus Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionus Defendit” ovvero “Cristo difende l’antico ordine mistico del priorato di Sion”.

In verità, più probabilmente la scritta fatta incidere da Sauniere significa: “Christus Ab Omni Malo Popolum Suam Defendit” che in italiano vuol dire: “Che Cristo protegga il suo popolo da ogni male”. Ora, se volessimo dare credito ai complottisti, dovremo pensare che Sauniere fosse un membro del priorato. Nella finzione romanzesca, Dan Brown inserisce nel priorato di Sion anche grandi uomini della storia tra cui Leonardo Da Vinci e Isaac Newton. Nel secondo caso, tale scritta altro non è che un’invocazione a Nostro Signore. Nulla di particolarmente misterioso dunque.

Il mistero della pergamene

Un giorno, il campanaro di Sauniere scoprì dietro l’altare della chiesa alcune pergamene conservate in una boccetta. Sauniere disse che erano delle semplici reliquie, ma iniziò a studiarle con interesse. Esse erano firmate da Bianca di Castiglia, regina di Francia e moglie di Luigi VIII. Sembra che esse contenessero alcuni brani del Vangelo di San Giovanni in cui si parla di Lazzaro che accoglie Gesù a Betania, alcuni versetti di San Marco e un albero genealogico riguardante la misteriosa discendenza del re franco Dagoberto II il giovane.

Dopo altre scoperte, tra cui quella di una misteriosa tomba sotterranea, forse correlata all’ordine dei Templari, Sauniere continuò con le ricerche legate alle pergamene, per intuirne la reale natura. Alla fine, le pergamene furono tradotte con l’aiuto di Emile Hoffet, appartenente ai missionari oblati di Maria immacolata. Su tali documenti, che recherebbero solo alcuni passi dei vangeli (come già affermato) si è molto speculato, forse anche in maniera inutile ed esagerata, andando a creare collegamenti con i templari e una possibile discendenza di Cristo, scomodando anche la povera Maria Maddalena, che secondo alcuni manoscritti (come il vangelo gnostico secondo Filippo) e autori quali Dan Brown, sarebbe stata addirittura moglie di Gesù, il Graal autentico, la coppa contenente il sangue di Cristo, sua figlia. Sauniere morì nel 1917 a causa di un’emorragia cerebrale, non prima di essere destituito dalla sua attività di dire messa in quanto accusato di gravi peccati tra cui condurre una vita agiata e, addirittura, la profanazione di tombe.

La chiesa di Rennes le chateau

Perché la chiesa di Rennes le Chateau è foriera tuttavia di misteri e presunti condici indecifrabili? Beh, effettivamente dopo il restauro il tempio subì delle modifiche importanti, talvolta inquietanti. Tra queste due incisioni comparenti sul timpano posto sopra il portale. La prima recita: ““La mia casa sarà chiamata Casa delle Preghiere”. La seconda invece: “Terribilis est locus iste” ovvero “Questo luogo è terribile”. La prima incisione viene dal Vangelo di Matteo, la seconda dalla Genesi. Appena si entra nella chiesa si nota l’acquasantiera possedere una forma davvero paurosa.

Sotto di essa è infatti è scolpito un diavolo inginocchiato. Si tratta di Asmodeo, un demone dell’Inferno che secondo le leggende deflorerebbe le fanciulle vergini e ispirerebbe sentimenti negativi come la rabbia e la vendetta. Asmodeo è però anche il demone che protegge i tesori, forse una citazione voluta da parte di Sauniere riguardo alla sua scoperta. Il fatto che Asmodeo si trovi sotto un’acquasantiera si può tranquillamente tradurre con il fatto che l’acqua santa, ovvero Dio, è al di sopra del male e lo sconfigge sempre. Non a caso, Asmodeo è “dominato” qui dalle raffigurazioni di quattro angeli.

Tuttavia, l’elemento più sconcertante sono le effigi della Via Crucis. Esse sono posizionate in maniera inversa e terminano con i discepoli che portano via il corpo di Cristo in piena notte. Questo posizionamento “blasfemo” andrebbe a sconfessare la pietra miliare su cui si basa il cristianesimo: la Resurrezione. Molti hanno fatto ipotesi fantasiose sulla Via Crucis della chiesa di Rennes le Chateau. Secondo queste teorie strampalate, l’abate Sauniere avrebbe scoperto che Gesù era sicuramente un profeta, un uomo eccezionale, una figura maestosa, ma comunque un mortale e non Figlio di Dio. E da essere umano avrebbe potuto avere una famiglia con Maria Maddalena da cui sarebbero discesi i reali di Francia. Una tesi di cui si è fatto proprio lo stesso Dan Brown nel suo Codice Da vinci e, ancor prima, gli autori Henry Lincoln, Richard Leigh e Michael Baigent.

Forse a causa di questo segreto che avrebbe potuto far crollare la chiesa il povero Sauniere non fu assolto in punto di morte? Fatto sta che alla fine dei suoi giorni, il prelato disponeva davvero di un immenso patrimonio, ma i suoi parenti decisero di non ereditare neanche un soldo di quella fortuna. Marie Denarnaud, perpetua di Sauniere, era stata nominata dal curato sua ereditiera, ma fu obbligata a vivere in poverta. Queste le dichiarazioni della donna riportate dal portale Curiosità e Misteri: “Con quello che ha lasciato Saunière si potrebbe mantenere tutto il paese per più di cent’anni e ne rimarrebbe altrettanto, ma io non posso toccarlo. La gente di qui cammina sull’oro e non lo sa”.