Sulla riapertura delle scuole il 7 gennaio aleggia ancora il fantasma dell’incertezza. Se Lucia Azzolina e Agostino Miozzo propendono per una loro apertura poiché la scuola “rappresenta il domani dei giovani“, i dati ed i virologi non sembrano remare in realtà a loro favore.
Le feste in arrivo ed i comportamenti tenuti dagli italiani saranno decisivi. L’obiettivo principale è quello di fare in modo che l’RT non si alzi, in modo da poter permettere una riapertura delle scuole in serenità.
In un ipotetico scenario arancione per Bussetti: “Dal 7 gennaio, entro le ore 8 faranno il loro ingresso a scuola fino al 50% degli studenti totali. Dopo le 9.30, i restanti fino a raggiungere la percentuale del 75% della popolazione studentesca, come indicato dal Ministero dell’Istruzione. Di fronte alle emergenze, non esiste che una risposta: agire subito, insieme“.
Tuttavia, se a gennaio dovesse davvero arrivare una terza ondata, prospettare una riapertura delle scuole appare improbabile, se non utopistico. Si passerebbe dunque allo scenario rosso, con didattica a distanza per medie e superiori.











