L scuola cerca di ripartire, ma a causa dei contagi, una classe su tre rimarrà chiusa. Campania e Sicilia hanno deciso di posticipare le riaperture, e anche il ministro Bianchi ha ammesso: “C’è la possibilità che manchi personale“.
Poi aggiunge: “il prolungato e diffuso uso di una didattica a distanza provoca problemi alla vita di una comunità”, ma c’è “un disposto sufficientemente flessibile che da una parte stabilisce il principio del ‘tutti a scuola’, dall’altro, laddove ci siano dei problemi, dà la possibilità di ricorrere alla distanza” afferma il ministro Patrizio Bianchi a Radio 1. “Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c’è un Paese che nel suo insieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i ragazzi”.
Ma Vincenzo De Luca protesta: “Bambini usati come cavie. Le nostre sono solo misure ragionevoli”, tuona a La Repubblica. “Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il Governo non vede. La cosa davvero scandalosa è che il Governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni” dice il presidente della Regione Campania.
Per Luca Zaia è necessario che “Il Governo chieda un parere al Cts”, Affermando come “la situazione è assolutamente difficoltosa. Lo chiedo da giorni, Draghi si faccia dare un parere dal Cts” e “ascolti i governatori che hanno il termometro dei territori” dice a Mattino 5 il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Non è colpa dei ragazzi, ma l’assembramento che si crea“.
Ma Sandra Zampa è di opinione opposta: “Ritardare non ha senso, non ha senso ha aspettare 15 giorni, se quando dovrebbero ricominciare le lezioni saremo ancora nel pieno dell’ondata? Avrebbe solo effetti negativi per i ragazzi. Se gli studenti rimarranno a casa, poi, in molti – soprattutto nei licei – usciranno e avranno una vita sociale intensa, senza i controlli che ci sono in una scuola”.
Mentre Walter Ricciardi lamenta di come “la scienza viene ignorata“. E ammonisce il Governo: “Non si stanno prendendo decisioni sulla base delle evidenze scientifiche. In questo modo non si fermerà la pandemia. E le scuole chiuderanno de facto, perché con i contagi in classe scatterà la didattica a distanza”. Aggiungendo: “Non c’è solo un problema di riapertura delle scuole. Nell’insieme le misure prese non sono basate sull’evidenza scientifica a cui si è voluto derogare. E questo è pericoloso. La situazione è esplosiva. Con la Omicron non possiamo permetterci di far circolare dei falsi negativi. Bisognava applicare l’obbligo del Super green pass, ottenuto solo con il vaccino o con il superamento dell’infezione, a tutte le attività. Tutte. E l’obbligo vaccinale solo per gli over 50 non è sufficiente”.











