Parola d’ordine: interdisciplinarietà. I biologi e gli ingegneri di Brescia si sono uniti per studiare insieme la cellula.
Nasce così, a Brescia, il primo centro in Italia dedicato esclusivamente alla meccanobiologia, ramo emergente della scienza che unisce la biologia e l’ingegneria. Obiettivo? Studiare le funzioni cellulari attraverso analisi sperimentali e computazionali in grado di avere importanti ricadute diagnostiche e terapeutiche.
“Oggi il dialogo tra le discipline è indispensabile per far progredire la ricerca” spiega la prof.ssa Mitola. “Due ambiti distanti come la modellazione meccanica e la biologia possono in realtà consentire enormi passi avanti per capire come si sviluppano diverse patologie, a partire dal cancro“.
In realtà, sono vastissime le aree su cui si concentrerà la ricerca del centro: tumore, diabete, malattie metaboliche.
Il prof. Salvadori spiega: “Ci occuperemo di trascrivere modelli e simulare gli eventi del mondo biologico. In questo modo potremo comprendere meglio i processi su scale differenti, essere predittivi e immaginare l’evoluzione dei fenomeni, grazie a nuove tecnologie che consentono la raccolta di enormi moli di dati e quindi l’analisi di fenomeni complessi contemporaneamente“.











