Ricette estreme: tarantula fritta

Ricette estreme: Tarantula Fritta, lo street food della Cambogia

È uno dei piatti più strani e curiosi del mondo. Parliamo della Tarantula Fritta, una ricetta estrema che arriva dalla Cambogia.

La Cambogia è un angolo di mondo che nasconde delle ricette davvero particolari, frutto soprattutto del fatto che la fame ha insegnato a vedere il cibo sotto una luce diversa. Una delle ricette più incredibili la tarantula fritta. Croccante all’esterno e tenera all’interno, il suo sapore sorprende in quando molto somigliante a quello del pollo. Oggi questo piatto è uno snack di strada molto popolare, amato dai locali e affrontato con un certo timore, ma anche con curiosità, dai turisti.

La storia della tarantula fritta

Negli anni Settanta, la Cambogia fu colpita da una delle tragedie più devastanti del XX secolo, ovvero il genocidio perpetrato dal regime dei Khmer Rossi. Durante quel periodo terribile, milioni di cambogiani morirono di fame o furono costretti a scappare nelle foreste. In mancanza di cibo, le persone iniziarono a nutrirsi di quello che la natura offriva, quindi insetti, serpenti, topi e, appunto, tarantole.

Quello che, di fatto, era nato come atto di sopravvivenza, è diventato una tradizione e una rappresentazione della cultura gastronomica. Oggi, la tarantula fritta è un simbolo della Cambogia rurale, ma pure una sfida per viaggiatori curiosi che vogliono provare un’esperienza che sicuramente non potranno mai dimenticare.

La preparazione

La tarantula maggiormente utilizzata in cucina è la Haplopelma albostriatum, nota anche come tarantola della Thailandia Nera. Può arrivare a misurare ben 15 centimetri di diametro, incluse le zampe. Normalmente, le tarantole vengono catturate a mano nei campi o comprate nei mercati locali ancora vive.

Una volta catturate, le tarantole vengono pulite, private delle zanne e delle setole urticanti e poi marinate in una miscela a base di zucchero, sale, aglio e a volte salsa di soia o peperoncino. Dopo la macinatura, vengono poi immerse nell’olio bollente e fritte fino a quando diventano belle croccanti. Il risultato finale è un corpo centrale tenero e saporito, racchiuso da zampe croccanti.

Tra sorpresa e paura

Chi decide di affrontare con coraggio la sfida e mangiare la tarantula fritta, scopre un sapore sorprendente, rispetto alle terrificanti premesse iniziali. Qualcuno dice che il sapore è simile a quello del pollo fritto, altri invece sostengono che somigli molto al granchio. Le zampe sono croccanti e leggere, mentre il corpo centrale ha una consistenza particolarmente cremosa.

L’odore è neutro e quindi non reca alcun fastidio, il merito è ovviamente della frittura. Certo, il vero ostacolo non è tanto il gusto, quanto l’aspetto estetico. Vedere un ragno gigante nel proprio piatto può essere uno shock non indifferente. Però, per chi supera l’impatto iniziale, scopre un sapore gustoso.

Dove mangiare la tarantula fritta

Per chi desidera mangiare la tarantula fritta, c’è un punto di riferimento assoluto. Stiamo parlando della cittadina di Skuon, che si trova a circa 75 chilometri da Phnom Penh. Qui infatti si trova il popolare Spider Market, dove decine di bancarelle vendono tarantole fresche o già pronte da mangiare e che spesso sono accompagnate da scorpioni fritti, cavallette e scarabei.

La cittadina di Skuon è diventata una grande attrazione per i turisti che amano le sfide culinarie. Comunque, anche a Phnom Penh o Siem Reap, nelle aree turistiche, è possibile trovare ristoranti e bancarelle che propongono piatti a base di tarantole fritte, talvolta servita con una birra locale ghiacciata.

Un piatto inquietante ma ricco di storia

Insomma, mangiare la tarantula fritta non è solo un atto di coraggio o un’esperienza estrema da condividere sui social. Si tratta anche di un modo per entrare in pieno contatto con una cultura diversa, che ha saputo trasformare il dolore in creatività. In un mondo in cui il cibo è spesso visto come comfort e piacere, piatti come questi ci ricordano che spesso, per alcune persone, il cibo è stato prima di tutto sopravvivenza.

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