Ricette estreme: tuna eyeball

Ricette estreme: Tuna Eyeball, l’occhio di tonno

Parliamo di un piatto giapponese molto particolare, ovvero l'occhio di tonno.

Spesso la cucina propone delle ricette davvero bizzarre, al limite della fantascienza. Tra le prelibatezze, se così possiamo chiamare, esotiche più strane in assoluto, il tuna eyeball riveste un ruolo da protagonista. Stiamo parlando dell’occhio di tonno e in Giappone non è semplicemente uno strano esperimento culinario, ma anche un piatto tradizionale e particolarmente apprezzato pure per le sue proprietà.

Spesso viene considerato come un cibo di recupero ed è un simbolo della filosofia zero sprechi, tipica della cucina nipponica che da sempre è in grado di trasformare ciò che per molti è un rifiuto, in una delizia ricercata.

La storia del tuna eyeball

Non si può giudicare un piatto senza conoscere la sua storia. Il tonno è tra i pesci più amati e consumati in Giappone, dato che viene utilizzato per sushi e sashimi. Ma in molte cucine, parti come pinne, interiore e occhio vengono scartate, ma questo non avviene nella cucina giapponese. Qui, infatti, grazie a tradizioni radicate e a una forte attenzione verso la sostenibilità, anche l’occhio del tonno ha trovato il suo posto.

La pratica che prevede il consumo dell’occhio di tonno, nasce dalla cultura popolare e dalle abitudini delle regioni costiere, dove ogni singola parte del pesce viene valorizzata. Si tratta di una consuetudine ormai consolidata e il tuna eyeball è un piatto simbolico per chi ama la cucina estrema.

Come si prepara il tuna eyeball

La preparazione del tuna eyeball è abbastanza semplice, ma richiede comunque grande attenzione. L’occhio viene, solitamente, estratto dalla testa del tonno durante la lavorazione del pesce fresco. Viene rimossa la membrana lasciando visibile la parte gelatinosa che racchiude il cristallino.

Generalmente viene cotto al vapore o bollito e poi accompagnato da salsa di soia, zenzero fresco grattugiato o ponzu. Ci sono poi alcuni chef che lo servono con una spruzzata di succo di limone o un pizzico di sale, in modo tale da esaltare il sapore delicato e leggermente dolce del piatto.

La consistenza è morbida e gelatinosa. Il sapore, invece, rappresenta il mare ed è molto più delicato rispetto ad altre parti del tonno. Il collagene presente nell’occhio rende questa pietanza molto apprezzata per la salute della pelle e delle articolazioni.

Perché mangiare il tuna eyeball

Mangiare il tuna eyeball non è solamente una sfida culinaria, ma anche un gesto di grande rispetto verso l’animale e la natura. La cucina giapponese insegna, da sempre, che ogni ingrediente ha un valore ed è utile e quindi consumare ogni parte del pesce evita sprechi inutili, oltre a promuovere la sostenibilità.

Per quanto riguarda il punto di vista nutrizionale, l’occhio di tonno è ricco di collagene, proteine e acidi grassi omega-3. Tutti elementi che fanno bene alla salute, soprattutto il collagene che aiuta a mantenere la pelle elastica e favorisce il benessere delle articolazioni. Mentre gli omega-3 riducono le infiammazioni e proteggono il cuore.

Dunque, questo è un piatto che coniuga gusto, cultura e benessere.

Come si mangia il tuna eyeball

Per gli appassionati delle sfide gastronomiche, mangiare il tuna eyeball è un’avventura assolutamente imperdibile. Prima di tutto occorre mettersi in testa che il suo aspetto può mettere a dura prova. L’occhio di tonno, infatti, è molto grande, traslucido e particolarmente inquietante. Ma una volta superato il timore estetico, il sapore è delicato.

Indubbiamente è consigliabile provarlo in qualche ristorante specializzato in cucina giapponese autentica, dove la preparazione viene curata nei minimi dettagli. Inoltre, abbinare delle salse, aiuta a bilanciare la consistenza gelatinosa, rendendo così il piatto meno spaventoso anche per chi ha poco coraggio.

Insomma, il tuna eyeball non è solo un piatto estremo ma rappresenta anche una filosofia ben precisa, ovvero il rispetto degli ingredienti e la volontà di non sprecare nulla.

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