Rigenerare gli arti amputati: da Harvard un nuovo passo avanti

Un gruppo di ricercatori guidato dalla Scuola di Medicina di Harvard è riuscito a riprogrammare in topi e polli le cellule più comuni presenti nella pelle

Un team di scienziati di Harvard è riuscito a riprogrammare in topi e polli le cellule presenti nella pelle, chiamate fibroblasti, realizzando cellule con proprietà simili a quelle che danno origine agli arti negli embrioni.

Questo step è importantissimo perché si tratta delle cellule che sono in grado di formare la maggior parte dei diversi tessuti, come ossa, muscoli, cartilagine e tendini. Pertanto, questo successo firmato Harvard è l’anticamera per la concretizzazione della rigenerazione degli arti amputati a cui si ambisce.

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Infatti, è pari a 60 milioni il numero delle persone nel mondo, anche bambini, che hanno subito la perdita di un arto e devono convivere con questa condizione. Situazione finora tristemente irreversibile.

Gli studiosi di Harvard stanno spingendo moltissimo nel campo della medicina cosiddetta ‘rigenerativa’, che punta  a sostituire o ricostruire i tessuti, le cellule e gli organi stimolando le capacità di riparazione e di rigenerazione degli stessi.

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La grande innovazione realizzata da questo team di scienziati, guidato dal Professor Yuji Atsuta, consiste nel fatto di avere sviluppato un nuovo metodo molto più semplice, diretto ed economico che interviene riprogrammando direttamente le cellule della pelle in cellule progenitrici degli arti.

Gli esperimenti svolti finora su polli, topi hanno avuto successo. I ricercatori stanno ora cercando di applicare questo metodo alle cellule umane.

Elisabetta Beretta
Elisabetta Beretta
Ho un diploma di Perito Aziendale e Corrispondente in lingue estere e un background da studio commercialista, dove ho lavorato per 27 anni in Italia occupandomi di dichiarazioni dei redditi, bilanci ed ero la responsabile finanziaria dello studio. Ma ho sempre amato scrivere. Nel 2021 ho cominciato a predisporre contenuti di vario genere come ghostwriter. Nel 2022 ho deciso di avere bisogno di un cambiamento radicale: mi sono licenziata e sono partita per l’Andalusia dove sono attualmente residente.