Santa Clarita Diet 2: il senso americano e la zombie giustizia

Ritorna in forma smagliante la serie Netflix che ha sovvertito la tipica narrativa dei non morti

Ritorno gradito quello della zom-com targata Netflix e ideata da Victor Fresco. La serie narra le strampalate vicende degli sposi Sheila (Drew Barrymore) e Joel Hammond (Timothy Olyphant), agenti immobiliari di Santa Clarita in California e della figlia adolescente Abby (Liv Hewson). La routine della famiglia viene bruscamente sconvolta dopo che Sheila, apparentemente a causa di un virus, si trasforma in un non morto ghiotto di carne umana.

Santa Clarita e la zombie giustizia

Se nella prima stagione gli Hammond erano sopravvissuti allo shock della metamorfosi di Sheila cercando una serie di compromessi per rendere il suo status più “umano” possibile, nel seguito li vediamo impegnati a mantenere un tragicomico equilibrio etico-morale alquanto labile. Una ricerca di pseudo normalità che trova il suo punto di forza nell’amore incondizionato che provano l’una nei confronti dell’altro. Mentre Sheila, aiutata dal marito, lotta disperatamente per conservare il proprio stile di vita suburbano e non essere definita semplicemente un “mostro assassino”, a Santa Clarita il numero di persone scomparse comincia ad accumularsi e non passa più inosservato.

Una seconda stagione in forma smagliante

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Dire che “Santa Clarita Diet” è uno spettacolo strano è un eufemismo e la seconda stagione supera la prima praticamente in ogni modo possibile. Divertimento, assassinio e giustizia si mescolano in questa astuta e suonata serie che sa prendersi in giro deridendo le classiche sit-com familiari. Decisamente più accattivante e irriverente, la season 2 si interroga fugacemente e con leggerezza premeditata sulla moralità dell’omicidio, ironizzando sul dolore e sulla morte senza risultare oltraggiosa o pesante. Il peculiare senso dell’umorismo e la straordinaria chiarezza narrativa del creatore Victor Fresco fanno risaltare tutto lo show e rivela nel suo fenomenale cast, comicamente teatrale, un ulteriore compattezza espressiva.

Cannibalismo e gore passano in secondo piano lasciando spazio a esilaranti gag, spesso politicamente scorrette e al limite del buon gusto. Ma anche le battute più grossolane e le assurdità che avvolgono il pazzo universo degli Hammond riescono a strappare sorrisi, smarrendosi con adorabile consapevolezza in sentieri costellati di luoghi comuni e critiche alla società contemporanea americana.