Interviste
Il Regista Luigi PARISI presenta l’anteprima del teaser su Emanuela Orlandi
Il regista Luigi PARISI fa conoscere un nuovo metodo investigativo: la remote viewer

Avevo solo due anni, 1983 , quando Emanuela Orlandi scomparve all’improvviso. Non venne ritrovata e negli anni che seguirono ricordo ancora il terrore negli occhi dei miei genitori quando dinnanzi alla notizia di un’altra ragazza scomparsa, avevano paura di farmi vivere la spensieratezza tipica dell’infanzia di una bimba…ma poi qualcosa gli ricordava il mio giusto desiderio di vivere le mie tenere amicizie prima e adolescenziali dopo . Allora giudicavo la loro apprensione ma oggi li ringrazio per avermi difesa e per avermi anteposto ad ogni tempo, momento col fine di tutelarmi. Alle volte però è tutta questione di destino ma se il buono e il cattivo giorno incontrano la mano dell’uomo indecifrabile, tutto diventa precipitosamente irreparabile….. inarrestabile. Una serie di eventi si susseguono velocemente senza dare il tempo di fornire una spiegazione a ciò che li ha preceduti fino a dimenticarsi il dramma che ha avvolto quella persona. E la legge di allora agevolava questo processo :”negli anni ’80 non esisteva una normativa che permettesse di denunciare immediatamente una scomparsa. Per avviare le ricerche ufficiali bisognava spesso attendere 48 o 72 ore, un ritardo che in molti casi compromettono l’esito delle prime indagini.
Solo nel 2012 è stata introdotta in Italia una legge specifica per la raccolta immediata della denuncia e l’attivazione tempestiva del piano di ricerca. Purtroppo gli anni 80 venivano identificati con alcuni dei casi di cronaca e di sparizione più discussi poiché irrisolti .
La scomparsa che più ha raccolto l’attenzione era quella della 15enne Emanuela Orlandi. Cittadina vaticana scomparsa a Roma dopo essere uscita da una lezione di musica. Il suo fu uno dei casi avvolto da misteri complessi e da innumerevoli piste (Vaticano, Banda della Magliana, inquadramenti internazionali). Le piste però sono tutte senza soluzione. Nel 2023 il caso è stato riaperto ma ancora non vi è nulla di concreto. Di risolto. Ma alla Festa del Cinema il regista Luigi Parisi si fa strada con la presentazione del progetto cinematografico, Teaser, Kristina remote viewer – Il caso Emanuela Orlandi provando strade non convenzionali dopo gli oltre 40 anni d’indagini senza risposta.
LA STORIA DEL CONSENSO DELLA SERIE DEL REGISTA PARISI

Facciamo un piccolo passo indietro. In quel dì di Montecatini ho presentato il primo episodio della serie <Confessioni di una Remote viewer > dal titolo “Il caso di VIA POMA”. Nello stesso ambito del festival ho presentato anche il secondo episodio “ALFREDINO la tragedia di Vermicino”. Il tutto ha avuto un grande consenso nonché partecipazione attiva-confermato dal Direttore di questa 76esima edizione del festival. Siamo stati letteralmente travolti da domande e da un susseguirsi di emozioni.
– In merito all’ultimo episodio su Emanuela Orlandi ha dei timori in virtù di ciò che uscirà fuori? E Kristina la remote viewer, ha timore di quello che scopre grazie al suo dono?
– Premetto che io sono solo un autore. Raccolgo informazioni e le pongo al pubblico secondo uno stile visivo cinematografico, in un mix inconsueto tra crime e indagini sensoriali svolte in studio e nei luoghi interessati alle vicende. Per quanto riguarda Kristina, so che le donne russe sono molto decise di carattere. Vanno dritte per il loro obiettivo. Hanno un senso di lealtà molto forte. Quando lei “vede” l’accaduto è come se fosse lì. Riesce a raccontare con dettagli e particolari impensabili anche i discorsi che sono intercorsi. Sente esattamente cosa dice il carnefice alla vittima e la risposta della vittima.
– Avete avuto modo e tempo per interloquire con il fratello della vittima?
– Conosco Pietro. L’ho informato di alcune cose dette da Kristina. Vorrebbe incontrarla. Ci tengo a precisare che abbiamo delle informazioni con particolari mai detti in passato. Tant’è che le indagini sono ancora aperte. E il tutto ruota attorno alla Casa del Jazz, ai suoi sotterranei e a delle strutture non molto distanti.
Ovviamente non vorrei spoilerare o dirsivoglia svelare o quantomeno anticipare quanto dettomi da Kristina.
Illustrando la locandina
Il regista Luigi PARISI e Kristina, sono presenti alla Festa del Cinema di Roma per presentare il nuovo teaser di “Confessioni di una Remote Viewer”, su una scomparsa ritornata tristemente d’attualità e dove, una commissione d’inchiesta parlamentare ha riaperto i fascicoli: il caso Emanuela Orlandi. La linea investigativa e la formula del concept rimangono fedeli ai due primi episodi: la remote viewer ripercorre attraverso un viaggio mediatico tutto quello che è accaduto dal momento del rapimento fino al triste epilogo.
– Come è avvenuto l’incontro con Kristina?
– La ragazza in locandina è proprio lei (non un’attrice come qualcuno ha ipotizzato): Kristina, una remote viewer di origini russe. L’ho conosciuta circa un anno fa e avevo compreso che lei avesse delle qualità eccezionali. In vista di ciò e della mia curiosità in quanto a mistero, le proposi di collaborare ad un mio progetto. Lei teneva a precisare che in Russia queste facoltà fornivano la possibilità di una coadiuvazione con le autorità investigative quando quest’ultime non riuscivano a risolvere gli omicidi o a trovare persone scomparse. Se vogliamo dare alcuni cenni di storia realmente documentata, i remote viewer vennero inizialmente reclutati nella CIA l’intelligence americana e dal KGB durante la guerra fredda perché le tensioni politiche di allora tra parti avverse portavano ad impiegarli per scoprire dove e se ci fossero cimici o dirsivoglia installazioni militari segrete reciproche. E tali medianici, riuscivano a farlo con una precisione assurda. Tutt’oggi in Russia i/le remote viewer vengono impiegati per risolvere quei casi avvolti dal mistero o laddove la giustizia non riesce ad arrivare.
– Come agisce una Remote Viewer?
– Per lei è un dono divino che viene dall’Alto e lo sostiene in quanto molto credente. Si concentra sulla persona o su un luogo e riesce a visualizzare ogni cosa. È molto precisa nel descrivere i dettagli. Ad esempio, mi ha descritto perfettamente i luoghi dove venne tenuta prigioniera Emanuela Orlandi. Ricordo di averla guidata nel cercare di riconoscere anche gli esterni per ubicarli nella giusta locazione e successivamente, andando sul posto per verificarli di persona.
Ma conosciamo meglio la remote viewer Kristina.
Presentazione Remote Viewer
Mi chiamo Kristina. Sono russa. Nata e cresciuta in Siberia, al nord, dove si raggiungono anche i -52 gradi. Sono una remote-viewer, una viaggiatrice psichica. Da piccola scopro di avere questo dono con il quale negli anni, ho imparato a convivere. Nell’adolescenza inizialmente, volevo che tutto si fermasse, queste visioni mi facevano paura. Poi dopo l’arrivo della mia quarta figlia si sono accese ancora più forti. Ho pensato che in quel potere, risiede il mio compito in questo mondo pertanto, ho iniziato ad aiutare le persone intorno a me. Mi cercavano spesso da bambina e ho sempre avuto il sostegno dei miei genitori. Ricordo che all’età di 11 anni aiutavo un poliziotto a cercare una ragazza purtroppo non più in vita. Oramai, come detto prima, queste percezioni e visioni fanno parte della mia vita, del mio percorso sulla Terra. Mi sento molto guidata dagli Angeli.
– Ci spiega cos’è un remote viewer?
– È la possibilità di viaggiare mentalmente e con visioni estremamente vivide e reali in luoghi conosciuti e sconosciuti di qualsiasi epoca, riuscendo a descrivere anche particolari minimi, dialoghi tra persone, avvenimenti. Lo riesco a fare a volte con gli occhi aperti e a volte, con gli occhi chiusi. È qualcosa di particolare. Posso anche identificarmi nel corpo di una vittima oppure nei diversi corpi che abbiamo. Percepisco che sono minimo 7, forse anche di più. In virtù di questo mio dono sono stata esaminata da un punto di vista scientifico -seppur non riesco a spiegarlo con precisione- ma so per certo che in Unione Sovietica, venivano studiate persone come me. I remote viewers sono stati utilizzati per molto tempo nel periodo della guerra fredda, sia dal KGB che dall’intelligence americana la CIA, per cause legate soprattutto a spionaggio militare, cercando documenti, armi segrete, basi nascoste e installazioni sensibili, descrivendole accuratamente. Ora in Russia, sono ufficialmente impiegati al fianco delle autorità laddove, i normali metodi di ricerca investigativi falliscono. Qui in Italia, c’è un’altra cultura e difficilmente vengono prese sul serio a causa di persone non sempre attendibili.
– Si avvicina alla persona sensitiva?
– Probabilmente posso rientrare nelle caratteristiche di una persona che possiede facoltà sensoriali, con una differenza: il remote viewer riesce a farlo a comando, rispondendo a tutte le domande che gli si pongono in quel momento, con estrema precisione.
– Quali sono le emozioni che l’attraversa quando sente questo tipo di collegamento?
– In verità le dico che quando guardo il luogo o la persona in vista dell’aiuto che mi viene chiesto, riesco anche a sentire fisicamente quello che vive questa persona. Lo sento e lo descrivo: percepisco reazioni intorno a me e provo le stesse cose che quell’individuo ha vissuto. Nei casi di omicidi brutali posso garantire che non è una bella esperienza “sentire” queste cose. È altamente disturbante, doloroso. Riesco addirittura a percepire un soffocamento o il cambio della temperatura divenendo ad esempio fisicamente fredda. Ci vuole del tempo poi, per ritornare alla normalità e lasciar andar via quelle sensazioni.
– Ha mai tentato qualcuno di comunicare con lei dal passato?
– Sempre! Io dormo 3-4 ore perché vado a letto molto tardi. Appena chiudo gli occhi vedo tante persone e tanti volti ma oramai è una cosa normale, ci ho fatto l’abitudine. In effetti, è venuto qualcuno che conoscevo in vita e non mi ha destato alcuna paura. L’unico timore è l’attacco che viene da entità diverse, non umane, che a loro volta so riconoscere perché non possono mai ingannare per l’energia che emanano. In fondo io mi sento come una radio ricetrasmittente sempre aperta… Questo dono o potere, chiamatelo come volete, non è facile da portare sulle spalle. Il mio unico pensiero, sta nel cercare la verità dove c’è ancora troppa confusione e troppo dolore. Come ripeto, credo sia questa la mia missione e credetemi, cercherò di farlo con tutta me stessa e al massimo delle mie possibilità.
Prima di salutare il regista e Kristina resta un’ultima curiosità.
– Regista Parisi, viste le sue precedenti pellicole, può motivare la scelta di questo nuovo genere?
– Mi occupo a tutto campo di quello che è il genere audiovisivo. Ho fatto documentari, fiction, film, cortometraggi. Mi sono dedicato allo studio degli effetti speciali. Ma per me l’importante è sempre stato fare il tutto con una certa qualità. E aggiungo che a me piace moltissimo il mistero, i fenomeni inspiegabili, l’ignoto. Li trovo argomenti estremamente affascinanti. Tralaltro lungo la mia esistenza lo stimolo a seguire tale strada viene anche da incontri specifici (vedi il mio caro amico Adam Kadmon). Quando si dice il destino!
Ergo Lei, regista Parisi, attraverso i suoi film aiuta a disegnare quel richiamo alla verità dei fatti di cronaca dove il colpevole non è stato mai trovato. Lo fa perdipiù avvalendosi dell’aiuto di persone qualificate per il contesto designato.
Si ringrazia il regista Luigi PARISI e la remote viewer Kristina per la loro gentile concessione dell’intervista ai microfoni di Quotidianpost.it








