Interviste
Il Gigante Buono, Antonio Zangari, spiega perchè la Calabria si ferma
Intervista all'imprenditore calabrese Antonio Zangari

“A nessuno interessa della Calabria…siamo invisibili ma anche noi siamo Italia” queste amare consapevolezze serpeggiano nella mente della popolazione calabrese messa in ginocchio dal carovita. Dopo le invane richieste di aiuto autotrasportatori e agricoltori hanno dato il via allo stop di 5 giorni.
“La Calabria si ferma…blocco di Tir e blocco degli agricoltori..ci sentiamo falliti….. non c’è la facciamo più a sostenere questi rincari…. vogliamo che il governo ci aiuti” queste e tante altre sono le frasi e i meme che si ripetono da giorni sui social.
Intanto si susseguono tanti messaggi e interviste solo online e sui social poiché la tristezza e la richiesta di considerazione non suscita l’interesse dei mass media nazionali a tal punto da dedicare uno spazio d’informazione interamente alla Calabria e al momento buio che sta vivendo.
Dalle 00.01 di oggi, 16 ottobre, si è assistito a code di Tir e Trattori pronti a raggiungere i presidi adibiti alla manifestazione che porta con sé anni di sacrifici dei propri antenati e di sacrifici personali di chi si chiede “cosa ne sarà dei miei figli ? Cosa ne sarà dei miei nipoti?“.
Quello che viene classificato come un periodo momentaneo di rivolta in realtà cela un malcontento di chi non vuole rinunciare ai propri terreni da cui nascono le meraviglie della dieta mediterranea: dagli ortaggi, ai frutti sino all’olio. Uniti al malcontento ci sono gli autotrasportatori che in comune con gli agricoltori chiedono aiuto al governo visto il massacro del caro carburante manifestando pacificamente con altresì il sostegno di cittadini e di studenti e con la tutela delle forze dell’ordine.
In queste ore file chilometriche ai rifornimenti di benzina e diesel si alternano ai social che impazzano sbandierando i disagi del caro vita e del caro carburante. Allorché per dare un segno tangibile è stato decisa una soluzione drastica: la Calabria si ferma!
INTERVISTA AD ANTONIO ZANGARI
CHI È ANTONIO ZANGARI?

Antonio Zangari
Antonio Zangari, noto sui social con lo pseudonimo di “Il gigante buono” (con oltre 88.000 follower su TikTok), è un imprenditore agricolo di Polistena (Calabria) diventato uno dei volti simbolo delle proteste degli agricoltori contro il caro vita e l’aumento del costo del carburante.[ QUOTIDIANO del Sud]
– Qual è il primo riscontro che volete ottenere dal governo con i presidi?
Il primo riscontro che vorremmo ottenere riguarda l’economia familiare e il carrello della spesa perché oggi ci consideriamo tutti falliti e non ci resta che difendere il carrello della spesa e l’economia familiare.
– È vero che molte imprese calabresi stanno chiudendo o vendendo i mezzi?
Le parlo francamente. Ho un’azienda agricola e una boschiva. Quest’ultima ha a disposizione la cippatrice per biomasse destinatarie a centrali. L’attività boschiva è tutta in vendita perché non ce la faccio più. Vorrei tenermi solo l’azienda agricola per andare avanti e gestirla in modo familiare senza l’aiuto di dipendenti. Purtroppo oggi non riesco più a sostenere la spesa di un dipendente e sfortunatamente devo licenziarlo senza ahimè giri di parole. Pertanto il mio desiderio è chiudere l’azienda boschiva.
– Qual è il vero motivo che si cela dietro questo aumento indotto sul caro carburante e sul caro vita escludendo la guerra e lo stretto di Hormuz che lei li ha più volte ritenuti solo un pretesto ma non i primari responsabili di tale situazione? INTERVENTO DI FRANK NUENDA
A mio parere seppur visibile il motivo dell’aumento di carburanti, di energia elettrica, di gas e del metano non ha nulla di riconducibile allo stretto di Hormuz, tanto più alla guerra. Altresì si tratta di una speculazione nazionale che vede negli ultimi vent’anni l’aumento degli evasori fiscali che a loro volta non riescono a pagare le tasse. Lo stato italiano pertanto ha trovato la soluzione nell’unico modo per far cassa approfittando del momento bellico con gli aumenti dell’energia elettrica, dei carburanti dando però colpa alla guerra e per mettere così mano sui consumi principali ( benzina, gasolio , corrente, gas, metano) prosciugando i nostri conti e obbligandoci al pagamento . È un estorsione legalizzata, diciamo così.
– Il Governo vi ha convocato per il 27 ottobre, perché non vi basta? Cosa serve subito?
Subito si sta chiedendo la diminuzione dei prezzi dei carburanti per poter lavorare. In più bisogna combattere l’importazione selvaggia che si fa dall’estero verso l’Italia . Si va dal grano, all’olio e quant’altro perché ad oggi l’agricoltura non sta producendo giacchè siamo invasi dai prodotti dall’estero. Basti pensare all’olio di oliva invenduto che abbiamo nelle cisterne ( in primis io) perché importando l’olio dall’estero a meno prezzo risulterà preferito dal cittadino italiano. Non preferiamo più la qualità poiché badiamo di più al prezzo. Facciamo un esempio: se abbiamo bisogno di 1000 quintali di olio ( 1k Q di olio) all’anno per il fabbisogno delle famiglie italiane e ne produciamo 600 quintali (Q ), automaticamente ne dovremmo importare 400 quintali (Q). Invece succede che l’associazione di categoria nella sua importazione selvaggia, importa 800 quintali ( Q ). Quindi risulteremo invasi di olio. È di due giorni fa la circolare in cui lo Stato Italiano con l’associazione di categoria hanno stabilito che pagheranno l’olio invenduto dell’anno scorso in giacenza nelle cisterne. Lo pagano €3,50 per portarlo all’ammasso ai grossi commercianti di olio. Ma mi chiedo: possibile che oggi la politica italiana e l’associazione di categoria debbano occuparsi pure dei prezzi del nostro prodotto. Hanno monopolizzato l’olio al prezzo di €3.50 seppur per produrre 1 litro di olio ci vogliono €7,50 pertanto mancano 4 euro. Come mai la politica entra pure nella decisione del prezzo di vendita dell’olio.
– Molti cittadini temono scaffali vuoti e distributori a secco. Cosa rispondete?
C’è purtroppo disinformazione nel popolo italiano poiché non comprende il carattere o l’indice di tipo collettivo della manifestazione che favorisce tutto il popolo italiano dall’economia familiare al carrello della spesa. Nonché per il caro carburante. Cosa ci si può aspettare da quest’attuale politica? Basterebbe soffrire un mesetto per creare le basi di un futuro migliore per tutti. La risposta del popolo italiano invece risiede nella corsa al supermercato. Nelle file chilometriche al distributore dei carburanti. Io consiglio un blocco generale dalla spesa ai carburanti per un mese e in una settimana si risolve tutto. Ma non ci riusciamo perché siamo vittime di questi sistemi europei.
– Questa protesta è solo di 5 giorni o è l’inizio di qualcosa di più grande a livello nazionale?
Noi già stiamo sistemando i documenti e le autorizzazioni per prolungare i presidi da lunedì in poi. Se non risolviamo oggi, l’Italia è fallita. Allo stesso modo in cui sono stati trovati i soldi per il riarmo, non voglio pensare che non si trovino i soldi per salvare l’economia italiana. È un controsenso.
– Vi unirete alla manifestazione del 17 ottobre oppure rimarrete nel vostro flusso?
Non ci legheremo a questa manifestazione che vede tralaltro la presenza di persone provenienti dalla Lombardia. Il punto è questo: sono stato contattato e ho rifiutato la nostra presenza per un motivo: la manifestazione si terrà il 17 ottobre che è sabato. I politici venerdì, sabato domenica e lunedì non ci sono a Roma e ho contestato loro questo perché non ci sarà nessuno a riceverli. I manifestanti hanno ribadito che durante la settimana lavorano. E io di contro ho precisato che a Roma si va nel fine settimana con le famiglie non di certo per manifestare. Infatti noi saremo a Roma in vista di una manifestazione il 27/28/29 ottobre. Martedì mercoledì e giovedì che prevede l’arrivo dei politici alle 8 del mattino e di conseguenza anche il nostro.
Si ringrazia l’imprenditore Antonio ZANGARI per la gentile concessione dell’intervista. Si conclude l’articolo con l’appello all’interno del video postato dall’attento e professionale giornalista Pietro Comito, su instagram @pietro.comito.giornalista, e dall’account Instagram “lamammacalabrese”
https://www.instagram.com/reel/DejSG24ObUh/?cplk=Y2pncGVrc3U2aHVp
Per seguire l’andamento della manifestazione se non diffusa dai mass media basterà cliccare sull’account tiktok di Antonio ZANGARI, il Gigante Buono.
Viva la Calabria!








