Scarcerato l’ex re dei paparazzi

Dovra andare in una comunità di recupero per disintossicarsi dalla cocaina

Fabrizio Corona l’ex fotografo dei vip è uscito oggi  dal carcere di San Vittore dove era detenuto per andare in terapia presso una comunità di recupero a Limbiate vicino Milano.  Lo ha stabilito il tribunale di sorveglianza di Milano. Questo provvedimento provvisorio dovrà essere confermato per la fine di marzo. La scarcerazione è avvenuta alle ore 15.30 ad spettarlo c’erano la fidanzata Silvia Provvedi e la sorella gemella giulia. Si sono diretti in auto velocemente davanti  a una piccola folla di giornalisti, fan e videoreporter.

Dopo l’uscita dal carcere Fabrizio sarebbe tornato direttamente nella sua casa milanese nella quale potrà restare di notte in quanto di giorno andrà in comunità. Il percorso di recupero sarà dal lunedì al venerdì, dalla  mattina alla sera. La domenica, invece, afferma il giudice, “dovrà restare a casa“. Nelle prescrizioni del giudice c’è anche il divieto “di usare i socia network, di telefonare (i contatti possibili possono avvenire  solo con parenti e avvocati), di rilasciare interviste e diffondere immagini“.

L’ex re dei paparazzi potrà dormire nella sua abitazione di via De Cristoforis che era stata sequestrata nei mesi scorsi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano ma, da quanto si è saputo, ora l’amministrazione giudiziaria ha deciso di affittarla e l’avrebbe affittata proprio alla fidanzata dell’ex agente fotografico, Silvia Provvedi, del duo musicale Le Donatella.

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Corona era già stato scarcercato nel giugno 2015 dopo aver ottenuto dal magistrato di sorveglianza il via libera per poter scontare la pena residua (circa 5 anni di carcere) svolgendo servizi socialmente utili all’interno della comunità Exodus di Don Mazzi a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Dopo pochi mesi ottenne l’affidamento in prova sul territorio, con la possibilità di partecipare a serate in discoteca e ad altri eventi mondani per la promozione della sua immagine.

E’ stato nuovamente arrestato nell’ottobre 2016 dopo la scoperta di un “tesoro” che avrebbe sottratto al fisco: circa 2,6 milioni di euro tra gli 1,7 milioni nascosti nel controsoffitto dalla sua storica collaboratrice Francesca Persi e gli altri 860 mila euro nascosti in due cassette di sicurezza di una banca austriaca di Innsbruck. E’ stato accusato e imputato per intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione si concluse con una condanna di un anno: contro i 5 chiesti per lui dalla pubblica accusa.

Ha fatto sapere dal suo avvocato Ivano Chiesa “Sono contento di essere uscito, ringrazio il magistrato, ma sono anche incazzato per la fatica, perché ci sono voluti 16 mesi ad ottenere ciò”. Il suo avvocato ha fatto notare anche lui la “fatica” per ottenere la scarcerazione. “Potevano bastare 16 giorni non 16 mesi“, ha detto.