Scuola, modello B: fortuna o ragionamento?

SCUOLA

Sono giorni impegnativi per tutti gli aspiranti insegnanti che stanno procedendo alla compilazione e alla presentazione del modello B, la domanda con cui i docenti delle graduatorie di istituto sceglieranno le istituzioni scolastiche in cui essere inseriti, nella provincia preferita.

Appunto. Quale provincia scegliere? E, semmai ci fosse, con quale criterio scegliere le scuole di tale provincia?

Sono queste le domande che stanno martellando il cervello di tutti coloro che possono presentare il modello B: gli aspiranti docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, che abbiano confermato la loro iscrizione del recente aggiornamento per il triennio 2014- 2016 e gli aspiranti che abbiano presentato il modello A/1 e/o A/2 o A/2bis ad una istituzione scolastica, entro il termine del 23 giugno scorso.

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Ogni richiedente potrà presentare un solo modello B, con l’indicazione di 20 scuole, indipendentemente dal numero delle classi di concorso alle quali partecipa. Tra i tanti aspiranti docenti c’è chi utilizza un ragionamento specifico: fare domanda d’insegnamento al Nord dà più possibilità di lavoro confronto al Sud; oppure, c’è chi tenta la fortuna, sia per la provincia, che per quanto riguarda le scuole da scegliere.

Effettivamente, da anni esiste il mito che al Nord si lavori più facilmente e che le liste siano meno lunghe confronto alle zone del Sud, ma quest’idea potrebbe essere cambiata da quando nella presentazione del modello B devono essere scelte, necessariamente, al massimo 20 scuole. Allora, la domanda che ci si pone è: 20 scuole del Nord o del Sud, non hanno le stesse potenzialità?

Altra domanda ricorrente è quella riguardante la grandezza delle scuola: la matematica vuole che la richiesta di lavoro in una scuola con molti alunni abbia più possibilità di andare a buon fine confronto ad una richiesta in una piccola scuola. Ma anche in questo caso, affiorano i dubbi: nella scuola più grande le richieste non saranno maggiori? E, quindi, non ci saranno delle attese più lunghe?

Dubbi che, prima o poi, ognuno dovrà chiarire, visto che il 4 agosto (ultimo giorno utile per la consegna della domanda) è ormai vicino. Insomma, domande che si susseguono, senza risposta. Come il gioco dell’oca: quando si pensa di avere la soluzione, si torna indietro. E voi, quale metodo seguirete?

Antonio Murrone

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