Salute

Se dormi male, la memoria perde colpi

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Secondo uno studio britannico del 2013 il poco sonno può modificare fino a 700 geni. Considerato il trend in Italia i dati sono ancora più allarmanti. Sono ben pochi infatti quelli che si concedono le otto ore considerate il giusto riposo e negli ultimi 30 anni in media abbiamo perso due ore di sonno per notte. Fare le ore piccole e perdere ore di sonno potrebbe danneggiare il nostro cervello e la capacità di memoria e apprendimento. L’allarme arriva dall’VIII Congresso Mondiale IBRO (International Brain Research Organization) sulle neuroscienze in corso a Firenze.

In linea con un’altra recente ricerca che aveva dimostrato che le attività di memorizzazione avvengono proprio quando la mente è (apparentemente) a riposo, la perdita di sonno danneggia l’ippocampo, ovvero la zona del cervello in cui immagazziniamo i ricordi di luoghi, persone, esperienze.

Peter Meerlo dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, ha spiegato come la privazione di sonno colpisca l’apprendimento e la memoria spaziali nel tempo: “Adattare costantemente i ricordi alle mutevoli condizioni è essenziale per gestire le variazioni regolari di un ambiente, come ad esempio il tragitto da un nuovo posto di lavoro a casa”.

Cause della perdita della memoria.

Ovviamente non dormire è tra le principali cause della mancanza di memoria, ma esistono anche altri fattori che possono incidere su di essa, ma vediamole più nel dettaglio.

perdita di memoria

Essere sempre in ansia

Una delle caratteristiche dello stressato cronico è di avere mille pensieri che si accavallano in testa, quindi riuscire a metterli in ordine, e soprattutto ricordarli tutti, è praticamente impossibile. Le preoccupazioni continue interferiscono col tentativo di imparare qualcosa di nuovo e di mandarlo a memoria, perché è come se la mente viaggiasse su un binario diverso.

Stare seduti tutto il giorno

La sedentarietà non è nemica solo della forma fisica ma anche del buon riposo, l’insonnia è una cattiva consigliera nelle questioni di memoria. Per ovviare alle dimenticanze non occorre però sfiancarsi in palestra: bastano 150 minuti di esercizio a settimana per dormire meglio e ricordare quindi di più.

Assumere determinati farmaci

Gli antistaminici possono essere un sollievo agli starnuti allergici, ma vanno a bloccare un neurotrasmettitore del cervello che svolge un ruolo importante nella funzione mnemonica. Un’altra categoria di farmaci legata alla perdita di memoria è quella degli antidepressivi.

Entrare in menopausa

Come ha confermato una ricerca dell’Università di Rochester, due terzi delle donne soffre della cosiddetta brain fog, ovvero l’annebbiamento del cervello provocato dai cambiamenti ormonali tipici della menopausa e che vanno a colpire le funzioni cognitive. Oltre alle alterazioni dei livelli di estrogeni, anche le vampate notturne di calore possono però mettere a rischio la capacità femminile di ricordare le cose, perché i continui risvegli “sudati” vanno ad incidere negativamente sulla qualità del riposo.

Avere troppe sollecitazioni

L’avvento dei social media ha creato una fonte di distrazione cronica: si è sempre meno capaci di restare concentrati su qualcosa e quindi di ricordare. Il cervello umano è in grado di gestire una discreta quantità di stimoli, ma è bene non costringerlo a lavorare su dieci cose diverse contemporaneamente costringendolo a ricordarle tutte.

Aumentare il consumo di alcolici

Un bicchiere di vino in più, che male può fare? In termini di memoria, parecchio. Quando s’invecchia, la tolleranza all’alcol diminuisce, di conseguenza anche un solo bicchierino in più del solito può far sentire subito più alticci, per non dire ubriachi, il che non aiuta il sonno e quindi, come abbiamo visto, la memoria.

Invecchiare

Se a vent’anni si ricordavano le cose con facilità, col passare del tempo questa capacità diminuisce ma, pur essendo a volte comprensibilmente frustrante, è del tutto naturale perché legata all’invecchiamento fisiologico.
In altre parole, non c’è da preoccuparsi se la scorsa settimana si sono perse le chiavi (ma poi si sono ritrovate), mentre invece è il caso di farlo se queste dimenticanze interferiscono con la normale attività (allungando per esempio i tempi in cui si portano a termine dei compiti che prima venivano svolti più velocemente) o si ripetono con preoccupante frequenza.
In questi casi vale la pena andare dal medico per sottoporsi a dei test neurologici.

Effetti della mancanza di sonno.

Dormire poco è davvero devastante per il nostro organismo. Tra gli effetti più conosciuti, e meno gravi, vi sono: il cambiamento negativo del nostro aspetto, l’aumento della possibilità di ammalarsi di influenza, una maggiore emotività e una minore concentrazione e problemi di memoria.

Insonnia

Ma la mancanza di sonno, a lungo termine, può portare problematiche più serie, tra le quali:

  • I rischi d’infarto aumentano del 400%.

Una ricerca presentata alla conferenza SLEEP del 2012 suggerisce che dormire meno di 6 ore a notte può aumentare il rischio d’infarto per le persone di mezza età ed età avanzata.

  • Il rischio di obesità aumenta notevolmente.

Non solo la carenza di sonno a breve termine porta ad un consumo maggiore di calorie, molti studi hanno dimostrato che esiste un collegamento fra la mancanza cronica di sonno e un maggior rischio di obesità nel tempo.
Dormire meno di 6 ore a notte provocava una variazione nella presenza degli ormoni dell’appetito grelina e leptina e suggerisce che un sonno insufficiente modifica la regolarità dell’appetito e può portare a mangiare di più.

  • Calo della concentrazione di spermatozoi per gli uomini.

Oltre al fatto che dormire poco in generale non è positivo per l’attività sessuale, saltare le ore di sonno può peggiorare la fertilità. Uno studio del 2013 pubblicato sull’ American Journal of Epidemiology ed eseguito su 953 giovani danesi ha riscontrato un nesso fra la mancanza di sonno ed una diminuzione del 29% della concentrazione di spermatozoi.

  • Aumento del rischio di mortalità.

Uno studio di SLEEP eseguito su 1.741 uomini e donne nel corso di 10-14 anni ha rivelato che chi dorme meno di 6 ore a notte era decisamente più esposto al rischio di mortalità.

Attenti, quindi, alle serate in discoteca e alle abitudini sbagliate che potrebbero avere effetti devastanti sul vostro cervello.

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