Salute
Se mi ammalo di Covid-19 in vacanza cosa posso fare?

In concomitanza con l’apertura dei confini regionali, e la possibilità di spostarsi entro tutto il territorio nazionale al termine del lockdown, molte persone stanno pensando di organizzare una vacanza. Tuttavia, c’è un dubbio che attanaglia gli Italiani: cosa succede se mi ammalo di covid-19 durante una vacanza? Il nostro ordinamento, per ora, non ha dato una risposta a questa domanda. Le risposta, però, possono essere ricavate leggendo le ordinanze regionali ed i decreti legge.
Cosa succede in caso di febbre
Ogni regione ha un numero verde da contattare per l’emergenza Coronavirus, tuttavia le linee guida indicano che bisogna chiamare prima la guardia medica. È proprio la guardia medica a dover segnalare all’ASL eventuali rischi.
In alcune regioni esistono delle app, preposte alla registrazione dello stato di salute dei cittadini e dei turisti, ad esempio “Sicilia Si cura”. In questo caso, basta una comunicazione tramite app per far intervenire i medici dell’unità sanitaria turistica. Tali applicazioni, ovviamente, sono facoltative.
In caso di febbre, poi, le autorità sanitarie locali provvedono ad effettuare un tampone presso una struttura sanitaria (che può essere anche un “drive in” sanitario). In attesa dell’esito del test, bisogna restare in isolamento domiciliare, osservando tutte le misure di distanziamento sociale.
In caso si scoprisse la positività del soggetto, le autorità sanitarie dispongono il ricovero nell’ospedale o l’isolamento domiciliare per le persone asintomatiche. Se si intende spostarsi presso un altro albergo o struttura per la quarantena, è bene sapere che ciò non sempre è possibile. Sono le autorità sanitarie che decidono eventuali spostamenti, o trasferimenti nei covid hotel.
In alcune regioni, inoltre, sono state attivate le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), ovvero dei team di operatori sanitari che hanno il compito di seguire i casi di soggetti affetti da coronavirus in isolamento domiciliare.
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