Gli studenti delle scuole medie che trascorrono del tempo su smartphone, laptop e tablet nell’ora prima di andare a letto probabilmente dormiranno male e saranno più stanchi il giorno successivo, questo contribuirà ad utilizzare ancora di più i dispositivi multimediali prima di coricarsi.
Questi sono tra i risultati di uno studio pubblicato dalla National Sleep Foundation da tre ricercatori che hanno studiato gli effetti del tempo sullo schermo all’ora di coricarsi in 345 ragazzini tra i 12 e i 14 anni per un periodo di sei mesi.
Heather Leonard e Mark Hammond, dottorandi del Dipartimento di Psicologia della Consulenza e dei Servizi Umani, insieme ad Athika Khurana una professoressa associata nel dipartimento, hanno scoperto che non solo passare del tempo sui dispositivi multimediali prima di andare a letto interrompeva il sonno, ma che aveva un effetto “bidirezionale” tale che lo scarso sonno portava a un maggiore uso dei media, in un circolo vizioso.
“Il solo accesso in camera da letto, a dispositivi multimediali basati su schermo, è stato associato a una scarsa qualità e quantità del sonno tra gli adolescenti”, che nel tempo può causare difficoltà come la perdita del controllo dell’attenzione, lo ha affermato Leonard, autore principale dello studio.
L’accesso ai dispositivi era pervasivo, su quasi 3 bambini su 4 che partecipavano allo studio, segnalavano l’accesso esclusivo a uno smartphone.
“Questo è piuttosto alto per gli studenti delle scuole medie, ma coerente con le tendenze nazionali”, ha detto Khurana. “Ed è difficile per i genitori possano evitare che i bambini navigano, poichè tutti lo fanno.”
Gli adolescenti con accesso ai dispositivi multimediali nella camera da letto hanno maggiori probabilità di utilizzare i social media nelle ore notturne, che può avere un impatto negativo sul sonno e sulla salute.
Guardare video o giocare potrebbe anche stimolare eccessivamente i cervelli dei giovani, così come la luce blu dei dispositivi. Durante il giorno, gli studenti che hanno riferito di aver usato i media nelle ore serali hanno sperimentato più sonnolenza e hanno faticato a mantenere l’attenzione.











