Il sorriso di Candida

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“Non ricordo, non ricordo” intona Momo nella colonna sonora del corto “Il sorriso di Candida”.

Candida è una bella signora con i capelli bianchi, le rughe d’espressione e dell’età che avanza inesorabile, ha gli occhi spenti e lo sguardo lontano, probabilmente viaggia nella sua mente a ritroso, nella speranza di ritrovare un contatto con la realtà e con se stessa: Candida ha l’Alzheimer.

Nel linguaggio cinematografico per flashback si intende una struttura narrativa in cui l’ordine cronologico degli avvenimenti viene interrotto per lasciare spazio alla rievocazione di episodi precedenti. È quello che accade nel cortometraggio “Il sorriso di Candida”, dove un uomo, a bordo di una cinquecento rossa, simile a una macchina del tempo, ci riporta indietro negli anni ‘80 per farci conoscere Candida.

La capacità narrativa è una dimensione fondamentale ed insopprimibile del pensiero umano, tanto che la vita di ognuno di noi potrebbe essere intesa come un romanzo, come un racconto autobiografico, come la costruzione e ricostruzione della propria identità.

La memoria autobiografica organizza le conoscenze riguardanti i fatti e gli episodi della vita personale secondo schemi e percorsi di significato, con lo scopo di preservare una continuità ed una coerenza del Sé e dell’identità.Ma la memoria con l’età è soggetta a degenerazione, a causa dell’insorgenza di demenza, e tra queste la forma più frequente è l’Alzheimer.

L’organizzazione temporale degli avvenimenti è molto importante per l’essere umano, perché la sua stessa identità è fondata sull’integrazione tra passato, presente e futuro.

Nei pazienti Alzheimer la coerenza narrativa del Sé è messa a rischio dalle gravi compromissioni dei processi di memoria autobiografica ed episodica. Le dislocazioni disordinate nel tempo sono comuni in questa tipologia di pazienti, per i quali l’accesso ad un ricordo della memoria autobiografica produce un risultato spesso vago, generando, così, senso di disorientamento, incertezza ed insicurezza.

Il cortometraggio “Il sorriso di Candida” è stato scritto dalla giornalista del CNR Rita Bugliosi, nonché figlia di Candida, e dal Film maker Angelo Caruso, che è anche il regista del corto.

Il cortometraggio è frutto di un progetto complesso e articolato,durato quasi un anno, ed ha ottenuto l’apprezzamento della Presidenza della Repubblica, i patrocini dell’AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), dell’EBRI (Fondazione Rita Levi Montalcini) e del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), oltre al supporto della Croce Rossa Italiana, del Fatebenefratelli di Brescia, della Regione Lazio, della Roma-Lazio Filmcommission, dell’Università di Foggia e di altre importanti realtà pubbliche e private.

Il cortometraggio ha partecipato solo a Film Festival che mostravano particolare attenzione alle tematiche sociali, vincendo anche diversi premi. Tra questi vi sono:

– “Premio Miglior cortometraggio”, ArTelesia Film Festival, sezione DIVabili (Benevento).

– “Premio Miglior colonna sonora” (Momo), ArTelesia Film Festival, sezione DIVabili (Benevento).

– “Premio Miglior attore protagonista” (Cesare Bocci), ArTelesia Film Festival, sezione DIVabili (Benevento).

– “Premio Miglior attrice protagonista” (Sabrina Paravicini), ArTelesia Film Festival, sezione DIVabili (Benevento).

– “Premio per l’interpretazione” (Lucia Batassa), ArTelesia Film Festival, sezione DIVabili (Benevento).

– “Menzione speciale della Giuria”, Mediterraneo Festival Corto (Diamante)

– “Premio Miglior cortometraggio”, Salento Finibus Terrae, sezione Diritti Umani con la motivazione: “Un piccolo grande film che affronta un tema difficile come la malattia di Alzheimer. Con rispetto, senza mai cadere nel patetico il regista Angelo Caruso fa breccia nella mente e nel cuore dello spettatore, con un ottimo ritmo cinematografico che mette in luce uno stile tutto personale. Completano il tutto un’ottima direzione degli attori, una riuscita sceneggiatura, un’attenzione al piccolo particolare come vuole la tradizione del vero cinema d’autore”.

– “Premio Migliori interpreti: Sabrina Paravicini e Lucia Batassa”, Salento Finibus Terrae Film Festival.

– “Menzione Speciale”, Festival del Cinema Indipendente (Foggia) con la motivazione: “Esemplare testimonianza della capacità del Cinema Indipendente Italiano di affrontare temi difficili come la malattia e il dolore, declinandoli con efficacia formale e suggestione poetica”.

– “Premio Solidarietà Sociale”, Mizzica Film (Itinerante)

– “Premio Laboratorio dei Sogni”, Kalat Nissa Film Festival (Caltanissetta) con la motivazione: “Sapienti passaggi dal passato al presente rendono preziosa una storia, che si snoda attraverso ricordi di famiglia che pian piano perdono colore a causa di una grave malattia degenerativa. Forte il messaggio che veicola l’alto valore morale di un atto di comprensiva accondiscendenza nei confronti di una madre che suo malgrado viene privata della cosa più cara che si possa avere, la memoria. Un cast importante che interpreta un dramma attuale, eppure tanto misterioso”.

– “Menzione Speciale”, Kalat Nissa Film Festival (Caltanissetta) a Sabrina Paravicini come interprete de “Il sorriso di Candida”

– “Premio Miglior Fotografia” (Mauro Marchetti), Festival del Cinema Internazionale Mendicino Corto (Cosenza).

– “Premio della Giuria”, Retro Film Festival (Perugia).

Il cast del cortometraggio è composto da

Cesare Bocci

Sabrina Paravicini

Lucia Batassa

Elisabetta Pellini

Gabriele Greco

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Il trailer

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A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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