Stufa a pellet: il bonus e le novità per il prossimo anno

I vantaggi di acquistare una stufa a pellet

bonus stufa pellet

La stufa a pellet è uno dei modi per riscaldare gli ambienti che sta prendendo molto piede in Italia. Per questo, ai fini della riqualificazione energetica, delle singole case è stata introdotta tra i beni oggetto di bonus o detrazioni. Vediamo di che si tratta.

Cos’è una stufa a pellet?

La stufa a pellet sta prendendo molto piede nel nostro paese. E’ molto simile alla stufa a legna. Come quest’ultima ha la funzione di riscaldare ogni tipo di ambiente. Viene però definita ecologica perchè utilizza come combustibile solo il pellet. Quest’ultimo, è ottenuto come scarto del processo di lavorazione del legno. Pertanto, rispetto a quest’ultimo, sicuramente più economico. Una stufa a pellet, comunque evita di pagare le fatture del gas ed in termini di risparmio, molti utenti la trovano vantaggiosa. Ma non solo questo aspetto è da considerare. Acquistare una stufa a pellet vuol dire anche partecipare alla riqualificazione energetica della propria abitazione. Elemento fortemente voluto e premiato dal nostro Stato Italiano.

Cosa si intende per riqualificazione energetica?

Già dallo scorso anno è possibile ottenere un bonus per migliorare la qualità energetica, anche della propria casa. L’agevolazione consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’ Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Si tratta pertanto, di un miglioramento della dispersione di calore, migliore coibentazione, riduzione di sprechi energetici. Riqualificare significa, migliorare la prestazione energetica di un’immobile.

Per cosa spetta l’agevolazione?

La detrazione spetta, inoltre, per l’acquisto e la posa in opera di vari sistemi di miglioramento energetico. Tra questi:

  • schermature solari;
  • stufe a pellet;
  • caldaie a condenzazione
  • impianti di climatizzazione invernale;
  • generatori di calore alimentati da biomasse combustibili,
  • dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento,
  • produzione di acqua calda;
  • climatizzazione delle unità abitative
  • micro-cogeneratori a sostituzione di impianti pre-esistenti.

Una vasta gamma di scelta, ma esiste una condizione indispensabile da osservare. I lavori devono essere fatti su immobili già esistenti. Non va presa in considerazione, nè la classe o tanto meno la tipologia dello stesso.

Come avvengono le detrazioni sulla stufa a pellet?

Il proprietario dell’immobile installa la nuova caldaia o stufa a pellet per esempio. Le detrazioni, sono da ripartire in 10 rate annuali. Tutte dello stesso importo. Fa fede il pagamento sostenuto dal proprietario. Nel caso l’intervento sia effettuato da un condominio, sarà l’amministratore a provvedere alla divisione in quote. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2019. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%. La detrazione va inserita nel modello 730, in fase di dichiarazione dei redditi annuali. Questo è quello che accadrà per tutto il 2019. Ma alcune novità importanti sono state introdotto con il decreto crescita.

Cosa cambia con il nuovo decreto legge?

Con l’introduzione del nuovo decreto crescita ci sarà la possibilità di avere uno sconto immediato sul prezzo di vendita della nuova stufa a pellet. Evitando così, di dover aspettare 10 anni per poter rientrare dell’investimento fatto. Lo sconto in cassa è quindi rapido ed immediato. Ma come funziona? Ecco le regole stabilite dall’Agenzia delle entrate:

  • la stufa deve essere installata da un tecnino professionista;
  • il tecnino deve essere abilitato al rilascio del certificato di conformità, della stufa;
  • il pagamento della stufa a pellet deve avvenire con bonifico parlante postale o bancario.
  • entro 90 giorni deve essere fatta la trasmissione all’ENEA della dichiarazione del produttore sulle capacità termiche della stufa a pellet;
  • occorre fornire al CAF, al commercialista o al soggetto che presta l’assistenza fiscale, i documenti della stufa e pellet.

Il bonifico parlante è un bonifico che attesta il pagamento di tutte le prestazioni di riqualificazione e l’acquisto della stufa stessa. E’ inoltre, oppurtuno specificare che il limite massimo detraibile è 30 mila euro.

Detrazione o sconto all’acquisto cosa fare?

Quindi, il consiglio, è quello di definire prima l’entità del cambiamento da fare e successivamente vagliare le due opportunità. In ogni caso è opportuno sempre affidarsi a professionisti, per il riconoscimento e l’adesione ai vari bonus. Detrazioni o sconto a parte, l’utilizzo di stufa a pellet fa bene anche all’ambiente del nostro pianeta, proprio in questo momento, che ne ha piú bisogno.

La proroga per i bonus per l’acquisto delle caldaia a pellet, rientra tra le azioni poste in essere dalla manovra economica 2020. Già approvata e utilizzabile già dal primo gennaio 2020.La scelta di una detrazione o di uno sconto all’acquisto è una pura decisione del cittadino. La detrazione è spesso connessa ad una ristrutturazione generale di un immobile, per cui inserita in un piano più lungo di rientro. Invece, lo sconto l’acquisto è spesso legato ad una semplice sostituzione del riscaldamento domestico.