Superbonus 110% per lavori di demolizione e ricostruzione edificio

Rendere un immobile antisismico vuol dire anche demolirlo e ricostruirlo, è possibile richiedere in questo caso superbonus e sismabonus?

Rendere una casa antisismica vuol dire anche fare dei lavori complessi che potrebbero richiedere anche lavori di demolizione e ricostruzione. Su Fisco Oggi, il giornale dell’Agenzia delle Entrate, è stato chiarito che il superbonus 110% si applica anche sulle spese sostenute per interventi antisismici estremi, ovvero che non richiedono una semplice ristrutturazione ma anche la demolizione completa di alcune parti dell’immobile. Ecco le parti più importanti del suo intervento.

L’inizio della domanda: ricordate che tempi e scadenze sono importanti

Il proprietario di un’unità immobiliare – si legge su Fisco Oggi – sulla quale ha avviato, a fine 2019, un importante intervento di ristrutturazione edilizia con inizio differito di svariati lavori, per gli interventi di riduzione del rischio sismico, in relazione ai quali ha presentato l’asseverazione tardivamente (cioè, dopo la Scia), non può accedere né al Sismabonus né al Superbonus

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Riguardo agli altri lavori, anche di miglioramento energetico, può scegliere, in linea di massima, la detrazione che preferisce. È, in estrema sintesi, il contenuto della risposta n. 127 del 24 febbraio 2021.

Superbonus e Sisma bonus su lavori di demolizione e ristrutturazione, sì se si è nei tempi

Nella complessa risposta dell’Agenzia delle Entrate e anche di Fisco Oggi si legge che c’è la possibilità di richiedere le nuove agevolazioni fiscali (detrazione o sconto in fattura) su lavori di demolizione e costruzione finalizzati alla sicurezza antisismica purché si sia nei tempi e con le pratiche corrette.

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Con specifico riferimento all’intervento riguardante le parti strutturali dell’edificio di parziale demolizione e ricostruzione senza variazioni di volume, dal quale deriva il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori, l’Agenzia fa notare che il contribuente ha presentato la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) il 26 settembre 2019, trasmettendo, prima dell’inizio dei lavori, ad integrazione della Scia, l’asseverazione prevista dall’articolo 3, comma 3, del Dm n. 58/2017, solo il 23 giugno 2020. Lo stesso Dm, in vigore al momento di presentazione della Scia e ora modificato dal decreto Mit n. 24/2020, prevedeva che a questa fosse allegata, per l’accesso alle detrazioni, anche l’asseverazione del progettista dell’intervento strutturale della classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione dell’intervento progettato. Per questo motivo, con la circolare n. 19/2020, l’amministrazione ha ribadito che un’asseverazione tardiva impedisce l’accesso al Sismabonus (articolo 16, comma 1-quater, del Dl n. 63/2013) e, di conseguenza, al Superbonus (articolo 119, comma 4, del decreto “Rilancio”). In ogni caso, l’istante può, nel rispetto delle condizioni previste, fruire della detrazione del 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione, nel limite massimo di 96mila euro, da spendere in dieci quote annuali di pari importo (articolo 16-bis, comma 1, lettera i) del Tuir).

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Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter

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