Sembrano porte di appartamenti o case comuni, ma al loro interno di celano dei supermercati che vendono i loro prodotti al prezzo di retail . I Dark store sono negozi invisibili di vicinato che consegnano la spesa a domicilio in 10 minuti.
Jat Sahi è un consulente specializzato di Fujitsu, ed è stato intervistato da Business Insider. Per lui, anche se le dark-kitche, ristoranti nascosti che funzionano solo per l’asporto hanno funzionato bene, per i supermercati nascosti non si potrà dire forse altrettanto: “I prodotti alimentari sono facilmente comparabili; mentre i pasti cucinati da un ristorante non lo sono”. Senza citare l’incognita legata alla fine del lockdown. Non tutti, però, sono d’accordo. La grande distribuzione non ha grossi margini di guadagno. Il sistema, così come è disegnato, potrebbe essere insostenibile”
Enrico Capoferri, imprenditore con più di 30 anni alle spalle nella grande distribuizione, spiega: “Il modello economico oggi non è sempre il punto di partenza della creazione di impresa. Ce ne sono alcuni che, pur essendo in perdita, trovano il riscontro di mercato e di una comunità finanziaria che li sostiene”. Capoferri è CEO di Erbert, catena di distribuzione che è metà supermercato, metà ristorante, per lui, chi si reca da Erbert deve poter fare la spesa “a occhi chiusi”.
“La finanza oggi può arrivare a concedere cinque-sette anni. Se si ragionasse in termini di mero conto economico, un distributore dovrebbe dire che, semplicemente, non può funzionare. Ma davanti a questo fermento di innovazione e innovatori, penso a chi consegna in dieci minuti, è possibile che ci troviamo di fronte a una svolta. Soprattutto se il cliente si rivolge a brand noti: la Nutella è sempre la Nutella, da chiunque la si compri. E quindi il consumatore guarda sempre più alla dimensione del servizio”.











