Economia
Sure, cassa integrazione europea: in arrivo 27,4 mld di euro

Il Commissario UE per l’Economia ha twittato ieri una buona notizia per il Sure, l’aiuto finanziario di 81,4 miliardi di euro a sostengo dell’occupazione, la cassa di integrazione europea. Paolo Gentiloni ha confermato che tutti gli Stati Membri hanno fornito garanzie bilaterali per rendere disponibile e pronti i nuovi fondi per le prossime settimane. Vengono sbloccati ben 100 miliardi di euro, si prospetta quindi una somma superiore a quella iniziale.
Sure, il tavolo di oggi e l’assegnazione tra giovedì e venerdì dei fondi per l’Italia
L’AGI con sue fonti europee, informa che “il dossier arriverà oggi sul tavolo dei rappresentanti permanenti dei 27 paesi“. Sempre, l’agenzia spiega che partirà una procedura scritta per l’approvazione dello stanziamento senza ulteriori riunioni e discussioni. Tra giovedì e venerdì, quindi, si confermerà l’assegnazione per l’Italia che riceverà il fondo più grosso: ben 27,4 miliardi di euro. A differenza del Recovery Fund destinato soprattutto a rafforzare le misure sanitarie più urgenti, il Sure è dedicato al sostegno del mercato del lavoro. Si tratta di una boccata di ossigeno attesa da imprese e lavoratori bloccati per molto tempo dalla pandemia e per chi ha perso l’occupazione o ha chiuso aziende e negozi.
Notizie anche sul MES, alcuni aggiornamenti “post elezioni”
Sure e Recovery Fund non sono gli unici fondi europei destinati alla Crisi, solo che alcuni sono a fondo perduto altri invece sono dei veri e propri prestiti condizionati dal bilancio o dal PIL e dalla destinazione d’uso. Prima del Recovery Fund, l’Italia poteva richiedere il MES ma, vista la pandemia, molti paesi e diverse forze politiche chiedevano dei fondi per la ripresa molto flessibili e a fondo perduto. In parte sono stati approvati con il RF. ù
Dal Meccanismo Europeo di Stabilità, 240 miliardi di euro sono denominati Pandemic Crisis Support. Chi ne fa richiesta, spiega AGI, attraverso uno specifico canale di credito potrà richiedere un finanziamento fino al 2% del Pil 2019 e per l’Italia corrisponderebbe a 36 miliardi di euro.
Giuseppe Conte, nelle conferenze stampa, ha prospettato una crescita dell’Italia, l’uscita dalla crisi e il rafforzamento delle misure per affrontare il Covid usando soprattutto il Recovery Fund.
L’esito del Referendum e il nuovo disegno regionale/politico dell’Italia non sembra smuovere il Premier dagli impegni e dalla tabella di marcia finora disegnata. Le sollecitazioni di Di Maio, Zingaretti e altri esponenti ancora sotto effetto dei risultati politici hanno portato alla luce delle questioni, definite “nodo dei nodi”. Tra questi nodi c’è il Mes dove Conte ha risposto: “non ero in bilico ieri, non sono inamovibile oggi. Il sì o il no al fondo è una questione pregiudiziale su cui non mi pronuncio. Se e quando si porrà il problema lo affronteremo con il Parlamento in trasparenza”.









