Susanna Camusso, disoccupazione giovanile: “Si può cambiare la situazione”

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Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è intervenuta oggi 28 ottobre – a partire dalle ore 15:00 – ad una lezione universitaria presso la prima università di Roma “La Sapienza”, sottolineando come il nostro Paese abbia bisogno di riforme che finanzino e potenzino l’istruzione per uscire al meglio dalla crisi.

Il punto focale su cui si concentra la Camusso è il cambiamento rispetto al modello passato d’istruzione e di lavoro. “Le cose prima non andavano bene. La crisi ci ha detto che non torneremo più come prima”, queste le parole del segretario della Cgil. È importante per rompere con il passato eliminare o comunque ridurre al minimo le disuguaglianze aiutando i giovani a inserirsi al meglio e il prima possibile nel mercato del lavoro. Il segretario generale parla di “salto culturale” rispetto alla questione giovanile; infatti, la condizione di precariato dei giovani in Italia è sempre causato da quel modello del passato a cui sono ancorate le vecchie generazioni, le quali non vogliono schiodarsi dai loro posti a tempo indeterminato, temendo la presenza di menti fresche. Fondamentale nella crescita economica dell’Italia è la digitalizzazione, la quale da grandi possibilità di creazione di lavoro. Partendo dall’art. 3 comma 2 della Costituzione italiana, citato dal direttore del Coris-Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”; Susanna Camusso ha sottolineato la difficoltà di molte famiglie nel dare un’adeguata istruzione ai propri figli per motivi economici. Ciò accade in Italia per colpa dell’idea di disuguaglianza che ormai è profondamente radicata nel nostro modello economico, ma ciò non è democraticamente accettabile. Stando alle parole del segretario generale della Cgil: “Siamo il Paese con il maggior numero di aventi diritto alla borsa di studio a cui non vengono erogate.”, per questo la Camusso richiede al governo delle riforme del fisco adeguate che levino ai ricchi per dare ai più bisognosi.

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Dunque, per migliorare la condizione economica attuale bisogna partire da delle buone politiche allo studio, che – secondo il segretario generale della Cgil – negli ultimi governi sono mancate; infatti, le riforme fatte sono state più che altro di taglio alle quote dell’istruzione (ricordiamo su tutte la riforma Gelmini).  “Non si può pensare di andare a lavorare a 14 anni”, questa la dura critica della Camusso rivolta alla riforma che ha abbassato il livello d’istruzione obbligatoria. Infatti, analizzando le sue parole il modello futuro avrà bisogno di figure con competenze permanenti, ma anche disposte a continui aggiornamenti formativi. Ciò cambierebbe sostanzialmente il mondo del lavoro, perché, sviluppandosi, sarebbe caratterizzato da quei diritti che guardando al presente non sono assicurati ai lavoratori, anche se costituzionalmente richiesti. Tali affermazioni sono nate come risposta, vista la mancata attuazione di riforme fiscali a favore dell’istruzione da parte del governo, al parlamentare Marco Meloni – anch’egli intervenuto alla lezione universitaria –, il quale è stato il primo a muovere delle dure critiche ai governi precedenti che hanno fatto dei tagli sostanziali all’istruzione e alla ricerca (il livello di investimenti in questo settore segna  -20%), causando un minore numero di immatricolati all’università. Infatti nel resto d’Europa il 40% dei giovani intraprende gli studi universitari; mentre, in Italia solo il 20% prende questa scelta decisiva per il futuro lavorativo.

Uscire dall’immobilità in cui si trova l’Italia è possibile, ma c’è bisogno di riforme adeguate, perché come concluso dalla Camusso: “Si può cambiare la situazione”.