Economia

Taglio accise dal 28 luglio, Giorgetti annuncia lo sconto: ma quante accise paghiamo realmente su benzina e gasolio?

Dal 28 luglio entra in vigore il nuovo taglio delle accise sul gasolio: ecco quanto si risparmia, quali imposte paghiamo realmente sui carburanti e cosa ha annunciato Giorgetti sui possibili aiuti per le bollette

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Dalla mezzanotte del 28 luglio 2026 entra in vigore il nuovo intervento del Governo per contenere il caro carburanti. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede una riduzione temporanea delle accise sul gasolio, con un risparmio complessivo di circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’IVA.

L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che al termine della riunione di Palazzo Chigi ha spiegato come il Governo abbia scelto di utilizzare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, aggiungendo anche risorse provenienti dal bilancio dello Stato.

La misura delle accise entra in vigore dalla mezzanotte del 28 luglio. Il Governo ha utilizzato le accise mobili e in più ha messo risorse di bilancio. Senza quelle non avremmo potuto fare questo intervento, che è un unicum in Europa.”

Secondo il ministro, infatti, nessun altro Paese europeo ha adottato una misura analoga finanziandola anche con fondi pubblici.

Quanto si risparmia alla pompa

La misura riguarda esclusivamente il gasolio.

Grazie alla riduzione dell’accisa e al conseguente minor importo dell’IVA applicata, il prezzo del diesel dovrebbe diminuire di circa 17 centesimi al litro.

Per fare un esempio pratico:

  • con un pieno da 40 litri il risparmio sarà di circa 6,80 euro;
  • con un pieno da 50 litri si arriverà a circa 8,50 euro;
  • con un pieno da 60 litri il beneficio sarà di oltre 10 euro.

Il provvedimento resterà in vigore fino al 6 agosto 2026, salvo eventuali proroghe che saranno valutate dal Governo in base all’andamento dei mercati energetici.

Quanto paghiamo oggi di accise

Le accise sono imposte indirette applicate sui carburanti e rappresentano una delle principali componenti del prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Dal 2026, dopo il processo di riallineamento tra benzina e gasolio previsto dalla riforma fiscale, le aliquote ordinarie sono diventate identiche per entrambi i carburanti:

  • Benzina: 67,29 centesimi di euro al litro (672,90 euro ogni 1.000 litri);
  • Gasolio: 67,29 centesimi di euro al litro (672,90 euro ogni 1.000 litri).

Su queste imposte viene poi calcolata anche l’IVA al 22%. In pratica gli automobilisti pagano l’IVA anche sull’importo dell’accisa, motivo per cui il peso fiscale complessivo supera spesso 1 euro per ogni litro di carburante acquistato.

Esistono ancora le vecchie accise?

Molti ricordano le famose accise introdotte negli anni per finanziare guerre, terremoti, alluvioni o altre emergenze.

In realtà oggi non vengono più applicate singolarmente.

Le numerose imposte create nel corso dei decenni sono state progressivamente accorpate in un’unica aliquota, prevista dal Testo unico sulle accise.

Possibili aiuti anche per le bollette

Nel corso della conferenza stampa il ministro dell’Economia ha affrontato anche il tema dell’energia elettrica e del gas.

Se la crisi dovesse continuare e i prezzi dell’energia dovessero restare elevati, il Governo è pronto a valutare nuovi interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese, con particolare attenzione alle bollette.

Nei prossimi giorni l’esecutivo continuerà a monitorare l’andamento dei mercati internazionali e non è escluso che possano essere adottate ulteriori misure qualora i rincari dovessero proseguire.

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