Tammuz: il luglio nefasto predetto dai rabbini

La data del 17 luglio 2019, è indicata nel calendario ebraico come il giorno 14 del mese di Tammuz. Cosa ci aspetta?

Tammuz, il luglio nefasto predetto dai rabbini. Inphoto:Credit:acam. it

Tammuz: il luglio nefasto predetto dai rabbini

La parola Tammuz (in arabo تمّوز = Tammūz; in ebraico תמוז = Temwtz, e in accadico ỾỾ = Duʾzu o Dūzu), indica la divinità sumerica Dumuzi (Dumu-zi-Abzu).

Grazie all’importante e vasta documentazione rinvenuta dagli archeologi, i culti legati al dio Dumuzi/Tammuz si possono ricostruire oggi con molta precisione.

Il mese di Tammuz

Il mese di Tammuz. Calendario ebraico. Inphoto:Credit:Wikipedia. It

Il nome accadico/babilonese Tammuz si è mantenuto fino ai nostri giorni nelle lingue semitiche, indicando anche il decimo mese del calendario ebraico (giugno/luglio ca.) ed il mese di luglio del calendario Gregoriano in lingua araba.

È interessante ricordare che la data di oggi, 17 luglio del 2019, è indicata nel calendario ebraico come il giorno 14 del mese di Tammuz (luglio).

 

Il digiuno del 17

Il digiuno del 17 Tammuz, commemora cinque eventi infausti che coinvolsero il popolo di Israele nel corso dei secoli, proprio in quel giorno del calendario ebraico.

Nella Mishnah, il compendio scritto della Torah Orale dell’ebraismo rabbinico, si riportano gli infausti eventi dei giorni del Tammuz:

– Le prime tavole della Legge furono rotte da Mosé, quando vide il popolo adorare il vitello d’oro.

– Le offerte inerenti i sacrifici quotidiani furono sospese nel primo Bet Hamikdash n quella stessa data.

– Fu aperta la prima breccia nelle mura della città ai tempi del secondo Bet Hamikdash: l’evento segnò l’inizio della distruzione ad opera dei romani.

– Durante il tempo del secondo Bet Hamikdash, Apustamus il malvagio bruciò la Torà.

–Gli idoli furono posti nel Santuario.

Nella stessa data, il 17 Tammuz, secondo la Bibbia, Noè mandò la colomba per vedere se il diluvio era terminato, ma l’uccello non trovò dove posarsi e tornò all’arca. Così il popolo ebraico, paragonato alla colomba, dalla distruzione del Tempio non trovò “un luogo dove posare i piedi”, in cui vivere in piena tranquillità.

Il mito di Tammuz

La ricostruzione del mito di Tammuz, ci porta fin dopo il Diluvio. Uno dei tre figli di Noè, Cam, ebbe un figlio di nome Cus (Gn 10:6; 1Cron 1:8). La leggenda narra che questo Cus sposò una donna chiamata Semiramis (Semiramide), da cui nacque Nimrod.

Nimrod a fondó il primo impero dopo il diluvio. Il principio del suo regno fu Babele, ovvero Babilonia e in seguito la Torre di Babele e la relativa città sorsero per un progetto megalomane e  vennero distrutte da Dio stesso.

https://youtu.be/1NvIvYr-yZ0

ll nome Nimrod deriva dal verbo מרד (maràd), “ribellarsi”, indicando così una persona ribelle. Per i romani era Marte: per i greci Ares, il cui nome deriva dal greco ἀρά (arà), “rovina, maledizione”; non a caso era dio della guerra. Nimrod era simboleggiato anche da un corno; Marduk (dio mesopotamico a lui collegato) era rappresentato come “giovane toro”. In Egitto, Iside (Astarte) era raffigurata con le corna. Il dio Baal era pure collegato ad Astarte; in Medio Oriente, Baal Karnaim significa letteralmente “signore delle corna”.

Le profezie rabbiniche

Nel dicembre 2018, il giorno prima dell’eclissi lunare che apparve sulla Casa Bianca, Breaking Israel News pubblicò un articolo in cui il rabbino Mordechai Genut parlava degli eventi nel suo libro “Davar B’ito” , una guida al calendario basata su fonti ebraiche esoteriche.

Il rabbino Genuth, sostiene che “proprio come l’eclisse è un conflitto tra il sole e la luna per governare i cieli, ci sarà un conflitto simile sulla terra” .Questo versetto correlava eventi astronomici con eventi “terra sulla terra”, cioè terremoti. Il libro del rabbino Genuth utilizzava fonti ebraiche per dare un senso a queste connessioni. E’ importante notare che il rabbino Genuth profetizzava anche che l’eclissi solare totale degli Stati Uniti continentali nell’estate del 2017, avrebbe preceduto un periodo di intense tempeste.

Una settimana dopo l’eclissi in effetti, iniziò la stagione di uragani più devastante nella storia degli Stati Uniti.

L’approccio del rabbino Genuth alle eclissi, si basa su fonti ebraiche che interpretano il significato delle eclissi solari e lunari. Sull’argomento, il Talmud descrive specificatamente le eclissi solari come un cattivo presagio per le nazioni.

I terremoti in California

La scorsa settimana ha visto una confluenza di diversi eventi naturali che ci rimandano all’interpretazione delle profezie rabbiniche. Il primo dei due grandi terremoti che hanno colpito la California è arrivato proprio giovedì, alla vigilia di Rosh Chodesh, il giorno che segna l’inizio del mese ebraico di Tammuz.

Inoltre, martedì della scorsa settimana, un’eclissi solare ha attraversato l’Oceano Pacifico meridionale, visibile dalla Nuova Zelanda, alla regione di Coquimbo in Cile.

Il rabbino Genuth ha ripetuto ciò che ha scritto sull’eclissi lunare a Shevat.

“Se ci sarà un’eclissi solare su Rosh Chodesh nel Tammuz, ci saranno forti terremoti “,

ha detto Rabbi Berger a Breaking Israel News, citando il libro di Rabbi Genuth.

Una moltitudine di guerre

“Questo sarà accompagnato dalla morte del bestiame come una piaga in Egitto, febbri e malattie e venti secchi e caldi”, ha detto il rabbino Begrer.

Ma il risultato più devastante sarà una moltitudine di guerre.

“Se scoppia una guerra nel mese di Tammuz, sarà tra due re. Alla fine, un re sconfiggerà l’altro e sarà sicuro sul suo trono. “

“Israele non ha nulla da temere da tutto questo”, ha sottolineato Rabbi Berger. “Ci è stata data la Torah e tocca a noi compiere i comandamenti. Se facciamo come dovremmo, allora gli ebrei in Israele non hanno nulla da temere. E tutto può essere risolto attraverso Tshuvah (pentimento). ”

Ancora pochi giorni alla chiusura del mese di Tammuz, e con questi presupposti tutto sembra assolutamente possibile.

Di Monica Ellini

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Scrivo articoli in diversi settori di notizie: cronaca, scienza,salute, ambiente, spazio e cosmo, storia, viaggi, arte e archeologia. Eclettica e dedita alla ricerca, lavoro per obbiettivi in modo determinato e organizzato. Esperta di comunicazione e pubbliche relazioni, cerco di trasmettere attraverso lo scritto, concetti chiave e significati. Adotto un informazione consapevole che interessi diverse fasce di pubblico.
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