Test occhio bionico, parte la sperimentazione per 5 pazienti che hanno perso la vista

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I test sull’uomo per la sperimentazione dell’occhio bionico partiranno nel 2016, sarà testato su cinque pazienti che hanno perso la vista. Jeffrey V. Rosenfeld neurochirurgo, direttore del Monash Institute for Medical Engineering ha annunciato che “E’ possibile impiantare diversi tasselli, in modo da contare su diverse centinaia di elettrodi. Più saranno gli elettrodi, più dettagliata sarà l’immagine” . In Australia, i ricercatori di Monash Vision Group hanno messo appunto un dispositivo che vuole curare la cecità ovviamente nei casi in cui la cecità non è congenita, grazie a un impianto nel cervello senza l’utilizzo di fili.

Come funziona l’occhio bionico?

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L’occhio bionico è in grado di elaborare le immagini comunicandole via wireless al cervello. Il prototipo formato da una telecamera digitale montata su occhiali, riesce ad inviare dati visivi a microscopici chip di ceramica impiantati chirurgicamente nella corteccia cerebrale.  Il chip stimolerà direttamente la corteccia visiva del cervello con segnali elettrici, utilizzando una serie di micro-elettrodi, che daranno la possibilità al cervello d’imparare a interpretare questi segnali come la vista.

Il prototipo utilizza una cinecamera digitale montata su occhiali per catturare le immagini prima di trasferirle a un congegno di elaborazione della visione. Il congegno ha una grandezza pari ad un cellulare. Una volta elaborata l’immagine, verrà trasmessa ad un’antenna montata nella parte posteriore degli occhiali. Il dato visivo verrà poi trasmesso al cervello senza l’utilizzo di fili. Qui sarà ricevuta dai chip di ceramica impiantati chirurgicamente, ciascuno contenente 43 microelettrodi di grandezza 9 per 9 millimetri.

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Cosa farà vedere l’occhio bionico?

E’ stato sviluppato un software per programmare la scelta dei dati da inviare al paziente. Questo è dovuto al fatto che avendo un numero limitato di elettrodi che veicolano le informazioni, i ricercatori hanno dovuto ricreare attraverso il software ciò che la persona potrebbe vedere dopo l’impianto. Le immagini riprese dalla telecamera saranno selezionate e saranno prese solo quelle più importanti, dopodichè saranno tradotte nel “formato di punti” che il cervello riceve eccitato dagli elettrodi. Il “formato di punti” verrà prima sperimentato su persone vedenti usando occhiali di realtà virtuale. Jeffrey Rosenfeld ha spiegato“L’idea è di tagliar fuori la parte confusa o non necessaria nell’immagine e presentare solo l’informazione importante”.

Chi potrà utilizzare l’occhio bionico?

Il prototipo è stato sviluppato per le persone con disabilità visiva causata da una serie di condizioni, tra cui il glaucoma e la degenerazione maculare. Esso può anche aiutare le persone che hanno subito un danno ai nervi o da traumi e malattie ottiche.