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Trapianto rivoluzionario per il diabete

Il nuovo metodo di trapianto rivoluzionario offre speranza ai diabetici, promettendo di migliorare la loro qualità di vita senza iniezioni quotidiane.

Iniezione sperimentale: cellule del pancreas resistenti al sistema immunitario in test umani

Prima fase clinica su volontari

Per la prima volta è stata somministrata all’uomo una terapia sperimentale basata su cellule pancreatiche geneticamente modificate, progettate per evitare l’attacco del sistema immunitario. I pazienti – affetti da diabete – hanno ricevuto le cellule trapiantate nel braccio e la produzione di insulina è stata osservata nelle prime ore, senza reazioni avverse evidenti. Le cellule pancreatiche modificate superano il sistema immunitario: prima sperimentazione umana

Una nuova via contro il diabete senza immunosoppressori

La biotech statunitense, Sana Biotechnology, ha avviato il primo trapianto sperimentale di cellule pancreatiche geneticamente modificate per trattare il diabete di tipo 1. Le cellule sono state ingegnerizzate per produrre insulina senza essere attaccate dal sistema immunitario del paziente. Questo significa che i soggetti coinvolti non hanno bisogno di assumere farmaci immunosoppressori, evitando così gli effetti collaterali a lungo termine.
La notizia è stata confermata da **Science** e **STAT News** con dichiarazioni del CEO Steve Harr.
Articolo su Science

Test clinico in corso: impianto sotto pelle

La terapia è stata somministrata a un primo paziente a fine luglio 2025. Le cellule, create da cellule staminali pluripotenti, sono state impiantate in una piccola sacca nel braccio. La sacca rilascia insulina in risposta al glucosio nel sangue, senza essere riconosciuta come corpo estraneo.
La speranza è che questo sistema possa ripristinare la produzione autonoma di insulina nei pazienti diabetici, riducendo (o eliminando) la necessità di iniezioni quotidiane.

Fase 1 in corso, ma il futuro è promettente

Questo studio di Fase 1, condotto in Africa con supporto italiano e statunitense, coinvolge circa 120 adulti sia sieropositivi sia non. L’obiettivo è valutare sicurezza ed efficacia. Se i dati confermeranno il successo, si potrebbe aprire una via innovativa per trattamenti duraturi del diabete di tipo 1 e altri disturbi cronici.

Oggi è un passo storico verso terapisti cellulari immuno-evasive.

Questo è un trial di Fase 1, volto a testare la sicurezza dell’approccio. L’azienda punta ad avviare test più ampi nel 2026. Se i risultati confermeranno l’efficacia, potremmo essere di fronte al primo trattamento di cellule “invisibili” al sistema immunitario, applicabile non solo al diabete, ma anche a trapianti di organi o cellule tumorali ingegnerizzate.

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