Trasferire la residenza all’estero per non pagare le tasse in Italia. Attenzione al fisco italiano

Trasferire la residenza all'estero comporta l'osservanza di una serie di adempimenti per evitare contenziosi con l'Agenzia delle Entrate.

Trasferire la residenza all'estero per non pagare le tasse in Italia. Attenzione al fisco italiano

Se si desidera trasferire la residenza all’estero per non pagare tasse in Italia, è meglio fare attenzione al fisco italiano per non scatenare gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

In effetti, ci sono parecchi adempimenti da seguire per evitare problemi e che meritano di essere elencati in dettaglio.

Trasferire la residenza all’estero per non pagare tasse in Italia? Attenzione al fisco italiano quando si decide il trasferimento

La decisione di trasferire la residenza all’estero non va presa sottogamba perché si rischia d’incappare in errori, trappole burocratiche e finire sotto l’attenzione del fisco.

L’Agenzia delle Entrate lo sa meglio degli altri e, per questa ragione, svolge controlli e verifiche sulla residenza effettiva del contribuente all’estero.

Lo scambio automatico di informazioni con i Paesi stranieri semplifica le cose al sistema fiscale italiano che, di conseguenza, può controllare più facilmente gli spostamenti dei cittadini.

Non è quindi un caso se l’Agenzia delle Entrate sta preparando una serie mirata di verifiche fiscali per il 2020, con lo scopo di controllare chi ha trasferito la residenza all’estero, a partire dal 2010.

Inoltre, con un provvedimento dello scorso marzo, l’Agenzia punta a raccogliere tutti i dati di chi ha chiesto l’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) per  dare la caccia a tutte le residenze fasulle.

Trasferire la residenza all’estero? Attenzione a tutti i passaggi per non sbagliare

Ecco le cose da sapere per essere realmente considerati residenti all’estero, senza l’incubo di un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate:

  • Non è sufficiente trasferire la residenza all’estero per non pagare più tasse in Italia
  • Occorre anche dimostrare di non avere più alcun interesse e legame con il nostro Paese
  • L’iscrizione all’AIRE è un passaggio obbligatorio, ma è solo il punto di partenza, perché occorre controllare di essere stati realmente inclusi
  • Il perfezionamento dell’iscrizione in questo registro richiede settimane o qualche mese, quindi teniamolo presente
  • Il fisco italiano sa che, in ogni caso, l’iscrizione non impedisce al contribuente di vivere più di 6 mesi all’anno in Italia o mantenere delle attività, anche sotto prestanome, nel nostro Paese
  • E’ necessario quindi trascorrere più di 186 giorni all’anno fuori dall’Italia e documentarlo attraverso biglietti aerei, timbri sul passaporto, bollette elettriche, ecc.
  • Occorre dimostrare infine di aver trasferito all’estero il centro vitale dei propri interessi.

Residenza all’Estero: prevenire è meglio che curare

Come tutte le scelte importanti della vita, anche il trasferimento della residenza all’estero richiede, in conclusione, di non trascurare nessun passaggio.

In altre parole, bisogna fare le cose come si deve e nell’ordine giusto. In questo modo, si adotta il vecchio detto “Pensarci prima per non pentirsene dopo“.

E’ bene quindi non dimenticare che Il mantenimento in Italia di immobili, automobili, attività commerciali, conti in banca, bollette energetiche o contratti telefonici, può provocare gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per cui la soluzione migliore consiste nel tagliare ogni legame italiano per stare tranquilli con il fisco, se realmente si vuole emigrare e andare a vivere all’estero.


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