Scienza
Tumore al seno, scoperta proteina per la diagnosi precoce

Un gruppo di ricercatori italiani guidato da Massimo Zollo (genetista dell’Università Federico II di Napoli), ha scoperto una nuova proteina che sarebbe fondamentale nella diagnosi precoce del tumore al seno.
La proteina si chiama Prune-1 e viene prodotta in quantità maggiori in circa il 50% delle cellule tumorali delle persone con carcinoma mammario triplo negativo. È correlata alla progressione della malattia e alle metastasi nei polmoni.
Inoltre, questa proteina porterebbe anche la presenza nel tessuto polmonare di cellule del sistema immunitario, i macrofagi di tipo M2.
I macrofagi conducono a un rischio più elevato di sviluppare metastasi. Negli studi che sono stati effettuati sui topi, i ricercatori hanno osservato che quando “i geni Prune-1 e Wnt1 nella ghiandola mammaria sono iper-espressi, si generano il carcinoma mammario triplo negativo e le metastasi polmonari”. Così spiega Veronica Ferrucci, ricercatrice della Federico II e del Ceinge, a Skytg 24.
“Tramite l’analisi dei database relativi a questo tumore abbiamo avuto la conferma che quando questi geni sono iper-espressi si verificano prognosi peggiori”, spiega Fatemeh Asadzadeh, ricercatrice della Federico II e del Ceinge.
L’esperta poi specifica che il processo scoperto nei topi “può essere lo stesso anche nella donna”. Nel corso dello studio, inoltre, è stata identificata un’altra piccola molecola, questa volta non tossica, e anzi fungerebbe da “inibitore nella conversione dei macrofagi verso il fenotipo M2, così da impedire le metastasi polmonari”, osserva Zollo.
I risultati ottenuti hanno portato allo sviluppo di un kit in grado di identificare all’esordio quali tumori del tipo considerato hanno maggiore probabilità di sviluppare metastasi nei polmoni o in aree più distanti.
Secondo Zollo sono necessari circa 1-2 anni di validazione, per dimostrare “la sua efficacia nella diagnosi clinica”.









