Economia

Turismo post coronavirus: boom dello slow tourism

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Uno dei settori più incerti dopo il coronavirus è proprio quello turistico. Le persone, infatti, sono chiuse in casa e anche dopo, quando sarà possibile viaggiare, avranno paura di spostarsi. C’è inoltre la variabile economica, in quanto molti hanno subito perdite a causa della pandemia, così come le ferie sono state tutte consumate prima della cassa integrazione per non recedere dal contratto lavorativo in essere.

Adesso, però, bisogna capire come incentivare il turismo, sopratutto quello domestico. Nei giorni passati sono stati proposti differenti strumenti, quali i voucher, bonus turismo, le barriere in plexiglass per le spiagge. Intanto, i trend confermano che ci sarà un boom per il turismo a chilometro zero.

JFC: book di turismo a chilometro zero

Secondo Massimo Feruzzi, amministratore unico della società di consulenza del settore turistico Jfc, dichiara che il turismo sarà caratterizzato dalla ricerca di sicurezza all’interno del proprio nido e quindi dell’ambiente intorno a lui non a largo raggio.

Gli italiani, quando inizieranno a viaggiare, preferiranno luoghi accessibili, non lontano da casa e raggiungibili con mezzi privati. Saranno preferiti quindi mete per turismo a chilometro zero e slow, con luoghi poco affollati ed a basso rischio di assembramento.

Turismo in Italia: a rischio il rincaro dei pezzi

Secondo l’Associazione di Turismo Responsabile, l’Aitr, per il turismo domestico potrebbe esserci il rischio del rincaro de prezzi insieme alla minore disponibilità finanziaria dei turisti.

Saranno quindi preferite mete come borghi, sentieri di montagna o comunque luoghi meno affollati. Si parla, quindi, di un turismo di prossimità con molte misure di sicurezza e mete alternative.

Le alternative per garantire il distanziamento sociale potrebbe essere quella di garantire gli ombrelloni familiari per nuclei di 4 persone, turni, prenotazioni obbligatorie e la creazione di una patente sanitaria con test del sangue rapidi. La ConfCommercio propone turni per igienizzare spazi più utilizzati, come spogliatoi, e di distribuire salviette e disinfettanti.

Questi strumenti rimangono al momento solo ipotesi, bisogna infatti continuare a monitorare l’evoluzione del virus per capire come agire di conseguenza.

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