Tutti i santi giorni – Il coraggio di amarsi, nonostante i grandi sogni e la quotidianità

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Tutti i santi i giorni è un film bellissimo, di Paolo Virzì. Non è sicuramente un film nuovissimo, ma è un film di cui voglio parlare per l’intensità della storia, una storia intensa, nella sua straordinaria normalità.

Guido e Thony sono due anime fragili che trovano la vera forza nella loro unione; vivono in simbiosi, pur conservando ognuno la propria identità.

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E si amano, ogni giorno, dall’inizio della loro storia, ogni giorno compiono assieme il rituale del risveglio, con Guido, o meglio, Guidopedia, che ogni mattina recita alla sua amata la vita del santo del giorno.

E da qui, il titolo Tutti i santi giorni, perchè ogni giorno di Guido e di Thony inizia con un santo ed ogni giorno è santo perchè consacrato sull’altare del loro amore indissolubile.

Il giorno che però scatta in Thony il desiderio incontenibile di diventare madre, hanno inizio prove sempre più feroci: l’incontro con luminari illuminati che barattono sogni con denaro, ginecologhe che si ergono a sacerdotesse, cultrici di una maternità sempre più avvenieristica e sempre meno umana: e l’amore dei nostri due giovani sembra  vacillare, davanti al mancato raggiungimento dello scopo con la graduale, apparente, disgregazione di tutto il castello dei giorni costruito, ma alla fine vincerà il coraggio, il coraggio di continuare ad amarsi nella imperfezione, nell’accettazione dei reciproci difetti, contro il pericolo dei sogni infranti e della quotidianità, fortificando il proprio sentimento autentico mentre il baraccone del mondo frana tutto intorno.

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