Tutto quello che avreste voluto sapere sul Coronavirus ma non avete mai osato chiedere

Per conoscere “tutto quello che avreste voluto sapere sul coronavirus ma non avete mai osato chiedere” basta non ascoltare i virologi e la stampa. Semplice.

Photocredit: Wikipedia

Mark Twain diceva: “Se non hai letto il giornale non sei informato, se invece lo hai letto sei disinformato”. Ecco, non è il massimo come incipit per un articolo che come principale scopo nella vita ha quello di farsi leggere, però è invece perfetto per raggiungere il suo secondo scopo: provare ad essere onesto, sincero, vero.

Già prima dell’arrivo del coronavirus leggere il giornale era un’impresa impossibile, poi nell’ultimo periodo la situazione è addirittura peggiorata. Questo a dimostrazione di due cose: in primo luogo che al peggio non c’è mai fine e in secondo luogo che non è vero che una volta toccato il fondo si possa solo risalire, si può anche scavare. Da un paio di mesi a questa parte è cominciato un bombardamento di notizie, titoli, commenti, scoop e filastrocche sul Covid-19 e sulle possibili conseguenze catastrofiche che ne deriveranno davvero assurdo e vergognoso.  Per ovviare a tutto ciò, il vice-direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro consiglia di leggere i giornali alla rovescia, partendo dall’ultima pagina. Sfogliandolo in questa maniera, potrebbe accadere di non stufarsi immediatamente davanti alle squallide urla sul coronavirus delle prime pagine e magari riuscire a leggere qualcosa di curioso e interessante. Buona idea.

L’epidemia ha fatto emergere per l’ennesima volta i più gravi e profondi problemi della società moderna: l’Unione Europea, la lentezza della burocrazia, la carenza della sanità pubblica e l’abissale divario tra ricchi e poveri che grida a una ridistribuzione equa delle ricchezze. Non solo queste cose ovviamente, la lista sarebbe ancora lunghissima, quasi infinita. C’è per esempio un’altra straziante questione venuta a galla ora più che mai: l’ipocrisia della stampa che invece di fotografare la realtà del mondo, vuole solamente impressionare e sconvolgere i lettori. Il giornalismo è ricerca delle notizie, controllo della veridicità delle fonti e onestà intellettuale. Non informazioni raccontate a metà o fake news spacciate per notizie vere. In questo gigantesco buco nero si sono poi infilati come faine anche loro: i virologi/profeti. Le nuove rockstar di questi squallidi anni sono i virologi. Senza fare per forza nomi e cognomi, anche se tutti sanno perfettamente chi sia il vero Cavaliere Jedi, è necessario riflettere a modo sul ruolo di questi famosi “scienziati”. In particolare bisogna soffermarsi su un altro termine a cui i virologi vengono associati. La parola in questione è “esperti”: una persona esperta è quella che ha già fatto esperienza e che già ha potuto sperimentare e vivere un’epidemia di tali misure, dimensioni e danni. Cioè nessuno.

Perfetto allora. Per conoscere “tutto quello che avreste voluto sapere sul coronavirus ma non avete mai osato chiedere” basta non ascoltare i virologi e la stampa. Semplice.

Riccardo Chiossi