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X contro la disinformazione, il conflitto a Gaza costringe a strumenti di controllo più precisi contro le fake news

Con Endgadget arriva questa importante notizia, X non pagherà più i creatori per i tweet che promuovono la disinformazione.

Tra i tanti cambiamenti, Elon Musk ha annunciato una leggera modifica ma incisiva nel suo programma di monetizzazione. I post verranno verificati tramite un sistema di fact checking collaborativo, i giornali lo chiamano note della community. Quindi la verifica dei fatti raccontati in un post o in una notizia condivisa avrà più occhi di verifica e accertamento. Il sistema prevede che gli utenti segnalati per fake news non potranno più beneficiare dei pagamenti all’interno del programma di condivisione delle entrate di X.

Le parole di Elon Musk

La novità con relativo aggiornamenti tenta di rimuovere l’incentivo a creare account ad alto profilo nati apposta per diffondere disinformazione virale. Ci sono strategie ben studiate per raggiungere questo scopo che spesso gli utenti della rete non conoscono.

Musk ha affermato “l’idea è quella di massimizzare l’incentivo per l’accuratezza rispetto al sensazionalismo“. Spesso i faker spingono sulle emozioni dei lettori e li traggono in inganno diffondendo con il sensazionalismo notizie sbagliate e anche disinformazione su persone, gettano fango insomma.

Il controllo delle fonti è importante nell’informazione corretta e X punta a questo con le note della community, ad avere una più rapida diffusione delle fonti corrette e l’utilizzo di queste anche nelle condivisioni.

Il conflitto di Gaza ha fatto scattare l’allarme disinformazione diffusa

Su Engadget si riporta come il conflitto in corso tra Israele e Gaza abbia innescato un’allerta riguardo alla diffusione di disinformazione virale. Questo fenomeno è stato riscontrato in precedenza anche in concomitanza con eventi geopolitici di rilevanza, come nel caso dell’Ucraina. Ricercatori, giornalisti e verificatori di fatti hanno lanciato l’allarme, sottolineando la crescente presenza di notizie false e disinformazione che si sta diffondendo in modo incontrollato. In risposta a questa situazione, le istituzioni dell’Unione Europea hanno avviato un’indagine sulla gestione delle aziende coinvolte nella diffusione della disinformazione in relazione al conflitto.

Elon Musk è noto per essere in conflitto con l’UE riguardo alla gestione di Twitter e sta cercando di promuovere un sistema di controllo autonomo sulla qualità dei contenuti, specialmente quelli informativi, rispetto a un sistema di fact-checking più istituzionale.

Perché gli esperti sono critici sulle note della community?

L’impegno di X contro la disinformazione è visibile, ma alcuni critici fanno notare che le piattaforme comunitarie possono essere vulnerabili alle manipolazioni. Attualmente sono in corso studi specifici relativi alle informazioni riguardanti il conflitto in corso tra Israele e Gaza. È probabile che Elon Musk debba puntare a soluzioni più tecniche e professionali per affrontare il problema della disinformazione, oltre a implementare sistemi di community per monitorare la sua diffusione.

Fonte: Engadget

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